Il gioco di parole mi è uscito bene e cade a fagiolo per prendere la prima decisione seria della stagione.
Spendere quel centinaio d'eurini e strapazzarsi per andare domani sera a Rho, al Rock in Idrho, per sentire Iggy Pop e Foo Fighters, oppure investire la pecunia nell'iscrizione allo Sprint a Idro di domenica prossima (il 26)?
Ammetto che ci ho pensato su parecchio, anche perché le occasioni di vedere l'iguana live non saranno più molte, ma diciamo che per ora (ho ancora 24 ore per ripensarci) avrei optato per l'esordio agonistico.
E' tempo che mi dia una scossa, che provi a cimentarmi almeno su distanze brevi e faccia un po' d'esperienza in vista di competizioni un po' più impegnative.
E poi dovrò pur ammortizzare le spese vive che ho già sostenuto: tesseramento e certificato in primis.
Entro 24 ore il responso, anche se il dado appare tratto.
***
ATTENZIONE
ATTENZIONE: In questo blog leggerete anche parecchie cazzate. Maneggiare il tutto con cura.
martedì 14 giugno 2011
lunedì 13 giugno 2011
E come ogni fine settimana: WE 23/2011
Fine settimana piuttosto intenso quello appena trascorso.
Andiamo con ordine.
Sabato mattina per una mia pirlata mi sono dovuto recare a Cremona a ritirare il passaporto. Potevo farlo comodamente recapitare a Crema, ma come detto, una mia errata valutazione di tempi e disponibilità altrui m'ha portato a dovermi fare il viaggio lungo.
Vedendo il bicchiere mezzo pieno, però, ne ho approfittato per:
- vedere all'opera in fase di ricognizione atleti che il giorno seguente sarebbero stati impegnati nel Campionato Europeo di Triathlon Sprint. Atleti veri, mica bau bau micio micio
- approfittarne per allungare verso Nibbiano e andare finalmene a vedere come funziona una gara di Triathlon.
La gara in esame era lo Sprint della Val Tidone, presso la Diga del Molato. Distanza sprint, come detto:
750 mt a nuoto, 20 Km in bici, 5 Km a piedi.
Quello che mi premeva maggiormente era capire un po' i meccanismi della preparazione e dei cambi, per non trovarmi del tutto impreparato.
Preparativi in Zona Cambio
Le bici vengono riposte per la sella. Ognuno ha a disposizione SULLA SINISTRA (particolare molto importante) una piccola area dove riporre la propria roba. Al di là di come le bici vengono agganciate nulla di nuovo.
Gli atleti fanno riscaldamento come in ogni gara, nuotano un po'. Non mi sembrava ci fosse una gran tensione.
Frazione Nuoto
La prima cosa da dire è vedere in cosa consistono 750 metri a nuoto in acque libere. Sono sceso alla start line e potevo vedere una boa gialla in lontanza. Poi, lontanissima, un'altra boa gialla. Un altro spettatore mi fa: "arrivano alla bo e ritornano?". Io bello convinto:"sì, penso proprio di sì. Quella là in fondo è sicuramente per il medio di domani, troppo lontana". Beh, nulla di più errato. Come vedrò, il giro da compiere era arrivare alla boa lontanissima, girare intorno, arrivare sino alla boa lontana e tornare alla start line. Insomma, un conto è pensare a 30 vasche da 25, un altro vedere in linea retta 300 metri, chè alla fine la boa lontanissima era a rigor di logica a quella distanza ...
Vedo con piacere però che a parte i primi, il ritmo non è dei più forsennati. C'è gente che parte veramente con calma, lo stile non è da parte di tutti dei migliori, c'è anche gente che nuota tranquillamente a rana. Insomma: ho margini, in una gara open, per non arrivare proprio ultimo.
T1
Ho osservato molto attentamente come i vari atleti procedevano, ravvisando comportamenti omogenei ma non univoci.
Innanzitutto la sequenza:
1. Togliersi la muta e metterla a sinistra nella propria area
2. La quasi totalità NON mette le calze. Francamente questo non lo comprendo.
3. Indossare nell'ordine pettorale con elastico esattamente come negli ultra trail, occhiali, casco, orologio
4. Scarpe: qua ho visto una minoranza partire con le scarpe agganciate, la maggior parte farsi il tratto con scarpe ai piedi.
5. Prendere la bici e recarsi a piedi fino a DOPO la linea che delimita la partenza della frazione BIKE.
Osservazioni: basta stare calmi e fare le cose con ordine. Come già scritto, rispetto ad una mattina tipo di un pendolare con figlio da portare a scuola è una passeggiata
Frazione Bici
Niente di particolare
T2
Quello che ho notato è che arrivano tutti sganciandosi le scarpe, per andare alla rastrelliera scalzi. L'ho già provato in allenamento, non è difficile.
Poi, come prima, basta andare con ordine:
1. Riporre la bici
2. Sganciarsi il casco e riporlo a sx della bici
3. Indossare le scarpe
partire
Qua ho notato che molti hanno le scarpe già allacciate, molti con la clip stile Salomon. Francamente non vedo quel gran risparmio rispetto a fare un nodo classico.
Frazione Corsa
Niente di particolare. Qua vedevo gente stremata anche se non mi sembrava andassero così forte. Devo ammettere che da fuori è sicuramente tutto più facile e che non ho visto il percorso ciclistico, per cui resta valido l'incipit del blog ...
Morale: pensavo peggio. C'erano anche tapascioni, gente che sembrava improvvisata, gente che addirittura correva con mountain bike o si è cambiata completamente d'abbigliamento in T2.
Una volta rientrato a casa mi sono fatto una corsa di 10Km, soffrendo un po' per il caldo.
Ieri sono rimasto impegnato tutta mattina e la prima parte del pomeriggio con il torneo di Aquagoal a Cremona. Pranzo finale a base di Gnocco Fritto ...
Una volta rientrato mi sono accasciato sul divano e sulle immagini di La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! mi sono addormentato. Risvegliatomi alle 18 avevo 3 opzioni:
1. continuare a dormire
2. vedere l'attacco finale a Mompracem
3. tirare fuori il MIO occhio della tigre e uscire per il combinato che mi ero ripromesso di fare
Ho optato, a fatica, per l'opzione 3.
30Km in bici belli sostenuti - 28KmH di media - T2 - 7 Km di corsa a 4'58'' Km di media con passo controllato sui 160 bpm
Sia in bici che a piedi m'è sembrato d'andare bene. In bici ho alternato un passo regolare sui 30 Kmh a sparate a 35 Kmh.
In T2 ho dovuto affrontare il mio personale coach, che mentre già lottavo col cambio e la mappazza della riproposta di gnocco fritto, zola e cipollotti, m'ha chiesto cosa volessi per cena.
La frazione corsa invece è andata veramente bene, nonostante il caldo e la mappazza che si faceva sempre più prepotente.
Direi ottimo fine settimana, peccato non essere riuscito a nuotare. Vedrò di rifarmi in questi giorni.
***
Andiamo con ordine.
Sabato mattina per una mia pirlata mi sono dovuto recare a Cremona a ritirare il passaporto. Potevo farlo comodamente recapitare a Crema, ma come detto, una mia errata valutazione di tempi e disponibilità altrui m'ha portato a dovermi fare il viaggio lungo.
Vedendo il bicchiere mezzo pieno, però, ne ho approfittato per:
- vedere all'opera in fase di ricognizione atleti che il giorno seguente sarebbero stati impegnati nel Campionato Europeo di Triathlon Sprint. Atleti veri, mica bau bau micio micio
- approfittarne per allungare verso Nibbiano e andare finalmene a vedere come funziona una gara di Triathlon.
La gara in esame era lo Sprint della Val Tidone, presso la Diga del Molato. Distanza sprint, come detto:
750 mt a nuoto, 20 Km in bici, 5 Km a piedi.
Quello che mi premeva maggiormente era capire un po' i meccanismi della preparazione e dei cambi, per non trovarmi del tutto impreparato.
Preparativi in Zona Cambio
Le bici vengono riposte per la sella. Ognuno ha a disposizione SULLA SINISTRA (particolare molto importante) una piccola area dove riporre la propria roba. Al di là di come le bici vengono agganciate nulla di nuovo.
Gli atleti fanno riscaldamento come in ogni gara, nuotano un po'. Non mi sembrava ci fosse una gran tensione.
Frazione Nuoto
La prima cosa da dire è vedere in cosa consistono 750 metri a nuoto in acque libere. Sono sceso alla start line e potevo vedere una boa gialla in lontanza. Poi, lontanissima, un'altra boa gialla. Un altro spettatore mi fa: "arrivano alla bo e ritornano?". Io bello convinto:"sì, penso proprio di sì. Quella là in fondo è sicuramente per il medio di domani, troppo lontana". Beh, nulla di più errato. Come vedrò, il giro da compiere era arrivare alla boa lontanissima, girare intorno, arrivare sino alla boa lontana e tornare alla start line. Insomma, un conto è pensare a 30 vasche da 25, un altro vedere in linea retta 300 metri, chè alla fine la boa lontanissima era a rigor di logica a quella distanza ...
Vedo con piacere però che a parte i primi, il ritmo non è dei più forsennati. C'è gente che parte veramente con calma, lo stile non è da parte di tutti dei migliori, c'è anche gente che nuota tranquillamente a rana. Insomma: ho margini, in una gara open, per non arrivare proprio ultimo.
T1
Ho osservato molto attentamente come i vari atleti procedevano, ravvisando comportamenti omogenei ma non univoci.
Innanzitutto la sequenza:
1. Togliersi la muta e metterla a sinistra nella propria area
2. La quasi totalità NON mette le calze. Francamente questo non lo comprendo.
3. Indossare nell'ordine pettorale con elastico esattamente come negli ultra trail, occhiali, casco, orologio
4. Scarpe: qua ho visto una minoranza partire con le scarpe agganciate, la maggior parte farsi il tratto con scarpe ai piedi.
5. Prendere la bici e recarsi a piedi fino a DOPO la linea che delimita la partenza della frazione BIKE.
Osservazioni: basta stare calmi e fare le cose con ordine. Come già scritto, rispetto ad una mattina tipo di un pendolare con figlio da portare a scuola è una passeggiata
Frazione Bici
Niente di particolare
T2
Quello che ho notato è che arrivano tutti sganciandosi le scarpe, per andare alla rastrelliera scalzi. L'ho già provato in allenamento, non è difficile.
Poi, come prima, basta andare con ordine:
1. Riporre la bici
2. Sganciarsi il casco e riporlo a sx della bici
3. Indossare le scarpe
partire
Qua ho notato che molti hanno le scarpe già allacciate, molti con la clip stile Salomon. Francamente non vedo quel gran risparmio rispetto a fare un nodo classico.
Frazione Corsa
Niente di particolare. Qua vedevo gente stremata anche se non mi sembrava andassero così forte. Devo ammettere che da fuori è sicuramente tutto più facile e che non ho visto il percorso ciclistico, per cui resta valido l'incipit del blog ...
Morale: pensavo peggio. C'erano anche tapascioni, gente che sembrava improvvisata, gente che addirittura correva con mountain bike o si è cambiata completamente d'abbigliamento in T2.
Una volta rientrato a casa mi sono fatto una corsa di 10Km, soffrendo un po' per il caldo.
Ieri sono rimasto impegnato tutta mattina e la prima parte del pomeriggio con il torneo di Aquagoal a Cremona. Pranzo finale a base di Gnocco Fritto ...
Una volta rientrato mi sono accasciato sul divano e sulle immagini di La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! mi sono addormentato. Risvegliatomi alle 18 avevo 3 opzioni:
1. continuare a dormire
2. vedere l'attacco finale a Mompracem
3. tirare fuori il MIO occhio della tigre e uscire per il combinato che mi ero ripromesso di fare
Ho optato, a fatica, per l'opzione 3.
30Km in bici belli sostenuti - 28KmH di media - T2 - 7 Km di corsa a 4'58'' Km di media con passo controllato sui 160 bpm
Sia in bici che a piedi m'è sembrato d'andare bene. In bici ho alternato un passo regolare sui 30 Kmh a sparate a 35 Kmh.
In T2 ho dovuto affrontare il mio personale coach, che mentre già lottavo col cambio e la mappazza della riproposta di gnocco fritto, zola e cipollotti, m'ha chiesto cosa volessi per cena.
La frazione corsa invece è andata veramente bene, nonostante il caldo e la mappazza che si faceva sempre più prepotente.
Direi ottimo fine settimana, peccato non essere riuscito a nuotare. Vedrò di rifarmi in questi giorni.
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venerdì 10 giugno 2011
Abile e arruolato
Settimana silenziosa per il semplice motivo che tra una balla e l'altra non ho fatto nulla dal punto di vista sportivo.
Ieri sera ho sostenuto la visita sportiva per poter gareggiare.
Contrariamente agli anni scorsi non sono andato a Soncino, ma a Sesto San Giovanni, al Centro Medico Sportivo. La ragione è stata essenzialmente logistica, più vicina all'ufficio, pagamento col Bancomat, stampa immediata del certificato.
Al di là di questi dettagli devo ammettere che mi sono trovato molto meglio. Un po' più lunga come tempi, però senz'altro molto più accurata. Non ho avuto, in sostanza, l'impressione della catena di montaggio.
Una bella sorpresa è stata aver sostenuto il secondo ECC non dopo i famigerati gradini, bensì sotto sforzo alla cyclette.
Bon, anche quest'anno posso gareggiare. Quando ancora non ho deciso definitivamente, però prima o poi si farà.
Intanto domani andrò a vedere lo sprint a Nibbiano (Sprint della Diga del Molato), organizzato dal Triathlon Piacenza per capire un po' come funziona dal punto di vista logistico, cambi, eccetera. Tanto per non prendere una doppia bastonata nel momento in cui mi cimenterò nella prima gara.
Purtroppo il meteo non sarà ottimale, per cui mi sa sfumerà l'idea di fare un giro in bici, però non si sa mai.
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Ieri sera ho sostenuto la visita sportiva per poter gareggiare.
Contrariamente agli anni scorsi non sono andato a Soncino, ma a Sesto San Giovanni, al Centro Medico Sportivo. La ragione è stata essenzialmente logistica, più vicina all'ufficio, pagamento col Bancomat, stampa immediata del certificato.
Al di là di questi dettagli devo ammettere che mi sono trovato molto meglio. Un po' più lunga come tempi, però senz'altro molto più accurata. Non ho avuto, in sostanza, l'impressione della catena di montaggio.
Una bella sorpresa è stata aver sostenuto il secondo ECC non dopo i famigerati gradini, bensì sotto sforzo alla cyclette.
Bon, anche quest'anno posso gareggiare. Quando ancora non ho deciso definitivamente, però prima o poi si farà.
Intanto domani andrò a vedere lo sprint a Nibbiano (Sprint della Diga del Molato), organizzato dal Triathlon Piacenza per capire un po' come funziona dal punto di vista logistico, cambi, eccetera. Tanto per non prendere una doppia bastonata nel momento in cui mi cimenterò nella prima gara.
Purtroppo il meteo non sarà ottimale, per cui mi sa sfumerà l'idea di fare un giro in bici, però non si sa mai.
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sabato 4 giugno 2011
Allenamento nuoto: acque libere
Come annunciato sono andato al mare per il ponte del 2 giugno.
L'intento era principalmente quello di staccare un po' dal tran tran quotidiano, ma ovviamente c'era anche l'obiettivo parallelo che era quello di provare, finalmente, la muta da nuoto.
Giovedì sono rimasto fermo ai box causa mare mosso. In questo caso non ho chiaramente capito come funzioni la cosa: la giornata al mattino non era messa malaccio. C'era il sole - che poi purtroppo nel pomeriggio ha lasciato spazio alle nubi - vento moderato e mare mosso. Al largo, diciamo tra i 50 ed i 100 metri dalla riva, c'era pieno di surfisti. Almeno una cinquantina. Questi, belli nelle loro mute, andavano, venivano, insomma si facevano i cavoli loro. Se però un qualsiasi bagnante provava anche solo ad andare in acqua oltre al ginocchio veniva cazziato dai bagnini. Ora: non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di sfidare le onde, però mi è rimasto il dubbio sulla differenza di trattamento.
Venerdì mattina bel tempo - nel pomeriggio ancora pioggia ... - zero vento e mare calmo. Ecco arrivato il momento. Indosso con poca fatica la muta e mi dirigo in acqua. Qua devo dire che un po' mi sono pavoneggiato. Quando poi ho indossato cuffia e occhialini mi sembrava d'essere uno di quelli veri.
Inizio a nuotare e capisco che:
1. la muta protegge, ti dà un bel senso di galleggiamento, ma entra comunque un po' d'acqua dal collo, da dietro.
2. Nuotando in acque libere non hai riferimenti. Devi alzare la testa per capire dove stai andando, per avere una sorta di punto per tracciare una linea non dico retta ma almeno simile.
3. Nuotare nel mar Tirreno è un po' come correre di notte in montagna con la frontale. Lo spettro visivo è limitato ad un paio di metri. Una sensazione strana e onestamente poco piacevole. E comunque diversissimo dal nuotare nel mare della Corsica o della Croazia, dove il fondale, anche in acque abbastanza profonde, rimaneva visibile e ti dava un minimo di riferimento.
Dal punto di vista atletico parecchio diverso rispetto alla nuotata in piscina. Non hai la virata, non sai esattamente quanto hai fatto, non riesci nemmeno molto bene a dosare lo sforzo. Così da profano ho provato a darmi degli obiettivi, dapprima nel raggiungere dei bagnanti che vedevo in lontananza (non mi sono mai allontanato molto dalla riva), poi dandomi l'obiettivo di fare 50, poi 100 bracciate.
Ho nuotata un'oretta, bissando stamattina per 25 minuti. Mi sono limitato perché poi dovevamo purtroppo ripartire verso casa entro le 12.
Tutto sommato un buon battesimo dell'acqua che spero di bissare al più presto.
Come dicevo, infine, mi sono pavoneggiato un po' all'inizio, ma niente in confronto al dopo. L'uscita si è svolta con estrema calma, mi sono sfilato la parte superiore, doccia - lasciando passare naturalmente un gruppetto di ragazze, sfilata finale. Eccheccavolo, mi spacco d'allenamenti, avrò pure il diritto di fare una sfilata in spiaggia?
***
L'intento era principalmente quello di staccare un po' dal tran tran quotidiano, ma ovviamente c'era anche l'obiettivo parallelo che era quello di provare, finalmente, la muta da nuoto.
Giovedì sono rimasto fermo ai box causa mare mosso. In questo caso non ho chiaramente capito come funzioni la cosa: la giornata al mattino non era messa malaccio. C'era il sole - che poi purtroppo nel pomeriggio ha lasciato spazio alle nubi - vento moderato e mare mosso. Al largo, diciamo tra i 50 ed i 100 metri dalla riva, c'era pieno di surfisti. Almeno una cinquantina. Questi, belli nelle loro mute, andavano, venivano, insomma si facevano i cavoli loro. Se però un qualsiasi bagnante provava anche solo ad andare in acqua oltre al ginocchio veniva cazziato dai bagnini. Ora: non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di sfidare le onde, però mi è rimasto il dubbio sulla differenza di trattamento.
Venerdì mattina bel tempo - nel pomeriggio ancora pioggia ... - zero vento e mare calmo. Ecco arrivato il momento. Indosso con poca fatica la muta e mi dirigo in acqua. Qua devo dire che un po' mi sono pavoneggiato. Quando poi ho indossato cuffia e occhialini mi sembrava d'essere uno di quelli veri.
Inizio a nuotare e capisco che:
1. la muta protegge, ti dà un bel senso di galleggiamento, ma entra comunque un po' d'acqua dal collo, da dietro.
2. Nuotando in acque libere non hai riferimenti. Devi alzare la testa per capire dove stai andando, per avere una sorta di punto per tracciare una linea non dico retta ma almeno simile.
3. Nuotare nel mar Tirreno è un po' come correre di notte in montagna con la frontale. Lo spettro visivo è limitato ad un paio di metri. Una sensazione strana e onestamente poco piacevole. E comunque diversissimo dal nuotare nel mare della Corsica o della Croazia, dove il fondale, anche in acque abbastanza profonde, rimaneva visibile e ti dava un minimo di riferimento.
Dal punto di vista atletico parecchio diverso rispetto alla nuotata in piscina. Non hai la virata, non sai esattamente quanto hai fatto, non riesci nemmeno molto bene a dosare lo sforzo. Così da profano ho provato a darmi degli obiettivi, dapprima nel raggiungere dei bagnanti che vedevo in lontananza (non mi sono mai allontanato molto dalla riva), poi dandomi l'obiettivo di fare 50, poi 100 bracciate.
Ho nuotata un'oretta, bissando stamattina per 25 minuti. Mi sono limitato perché poi dovevamo purtroppo ripartire verso casa entro le 12.
Tutto sommato un buon battesimo dell'acqua che spero di bissare al più presto.
Come dicevo, infine, mi sono pavoneggiato un po' all'inizio, ma niente in confronto al dopo. L'uscita si è svolta con estrema calma, mi sono sfilato la parte superiore, doccia - lasciando passare naturalmente un gruppetto di ragazze, sfilata finale. Eccheccavolo, mi spacco d'allenamenti, avrò pure il diritto di fare una sfilata in spiaggia?
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mercoledì 1 giugno 2011
Borsa 3.0
Quando ho iniziato a correre il materiale era abbastanza scarno. Scarpe, pantaloncini, maglietta, maglietta di ricambio.
Punto. Tutto molto semplice, costi contenuti, tutto molto veloce.
Poi ho iniziato a correre con metodo, ed il materiale è cresciuto.
Poi il trail con diversificazione del materiale, con il primo upgrade. Ne avevo già parlato in qualche post.
Da quando a dicembre ho iniziato ad andare in piscina l'ennesimo upgrade di borsa, con il materiale nuoto che si va ad aggiungere a quello della corsa (perlatro in calo avendo accantonato il trail).
Ora mi trovo nelle condizione quotidiana d'avere in auto sempre la borsa pronta sia per andare a nuotare, sia per andare a correre. Posso aderire a iniziative, o decidere di fermarmi in piscina o a correre, con un tempo di preavviso prossimo alla zero (l'unico ostacolo a volte è il portatile che non lascio assolutamente incustodito in auto).
Ieri sera ho preparato la borsa per il ponte, ché partiamo stasera destinazione Viareggio: ho usucapito la borsa che solitamente usiamo per le vacanze.
Già muta e scarpe da corsa hanno occupato metà dello spazio. Tra una balla e l'altra, solo per un paio d'allenamenti, era piena. Mi immagino quando dovrò prepararla in vista di competizioni sulla triplice, con annesso il necessario per la bici - casco, scarpe, ecc.. -
Devo procurarmi una borsa adatta al più presto !!!!
Intanto buon ponte a tutti, spero in un tempo clemente ed un mare perlomeno poco mosso per testarmi sul nuoto in acque libere.
***
Punto. Tutto molto semplice, costi contenuti, tutto molto veloce.
Poi ho iniziato a correre con metodo, ed il materiale è cresciuto.
Poi il trail con diversificazione del materiale, con il primo upgrade. Ne avevo già parlato in qualche post.
Da quando a dicembre ho iniziato ad andare in piscina l'ennesimo upgrade di borsa, con il materiale nuoto che si va ad aggiungere a quello della corsa (perlatro in calo avendo accantonato il trail).
Ora mi trovo nelle condizione quotidiana d'avere in auto sempre la borsa pronta sia per andare a nuotare, sia per andare a correre. Posso aderire a iniziative, o decidere di fermarmi in piscina o a correre, con un tempo di preavviso prossimo alla zero (l'unico ostacolo a volte è il portatile che non lascio assolutamente incustodito in auto).
Ieri sera ho preparato la borsa per il ponte, ché partiamo stasera destinazione Viareggio: ho usucapito la borsa che solitamente usiamo per le vacanze.
Già muta e scarpe da corsa hanno occupato metà dello spazio. Tra una balla e l'altra, solo per un paio d'allenamenti, era piena. Mi immagino quando dovrò prepararla in vista di competizioni sulla triplice, con annesso il necessario per la bici - casco, scarpe, ecc.. -
Devo procurarmi una borsa adatta al più presto !!!!
Intanto buon ponte a tutti, spero in un tempo clemente ed un mare perlomeno poco mosso per testarmi sul nuoto in acque libere.
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