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lunedì 9 maggio 2011

Sforzo economico

Archiviato il fine settimana che si è rivelato estremamente positivo (rimane un leggerissimo fastidio al piede, ma nulla che m'impedisca di correre né che porti a dolori nelle ore successive), stavo riflettendo su un aspetto che troppo spesso viene trascurato: l'impatto economico dello sport.

Il tutto prende spunto dalla mia visita al negozio specializzato per l'acquisto della muta.

Andando su un capo entry level la spesa da preventivare si aggira sui 200 euro. Tanti, pochi, non so. So solo che ho visto mute da 700 e passa euro, quindi i 200 sembrano essere un valore relativamente basso (sono consapevole che girando e girando potrei anche trovare qualcosa a meno, però dovrei preventivare sbattimento e benzina, per cui alla fine il gioco non varrebba la candela).

La muta comunque non rappresenterebbe altro che la punta di un iceberg.

L'approccio alla triplice disciplina ha comportato, infatti, tutta una serie di spese che avevo sì preventivato, ma che si sono presentate tutte insieme:

- acquisto bicicletta - FATTO
- acquisto scarpe bicicletta - FATTO
- acquisto abbigliamento bicicletta - FATTO
- abbonamento piscina - FATTO e RIFATTO
- acquisto costume, cuffia, occhialini - FATTO
- acquisto muta nuoto - IN CORSO

a cui aggiungere il ricambio fisiologico delle scarpe da corsa.

E a coronamento del tutto l'iscrizione praticamente obbligatoria ad una società sportiva, con annessa spesa per la visita sportiva (ché alla fin fine senza obiettivi di gare mancano gli stimoli, ma nel Triathlon purtroppo non si può gareggiare da LIBERO) - IN CORSO

Insomma un salasso economico di costi fissi - ché poi ogni gara ha la sua gabella per l'iscrizione.

Lo sport farà anche bene al fisico e al morale, ma al portafogli no di sicuro.

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IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI

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