ATTENZIONE

ATTENZIONE: In questo blog leggerete anche parecchie cazzate. Maneggiare il tutto con cura.

venerdì 16 settembre 2011

Signori si chiude

Penso sia arrivata l'ora di chiudere il Blog.

Il motivo è semplicissimo: non ho più il tempo di scrivere con frequenza e accuratezza come vorrei, a causa dei molti impegni che in questi ultimi mesi si sono moltiplicati.

La vita fortunatamente porta a evoluzioni continue: la famiglia, il lavoro, gli interessi. Ed il tempo che rimane,  mi sono accorto è sempre meno.

Rispetto a quando ho iniziato a scrivere, 4 anni fa, devo gestire molte più cose in ambito famigliare, ho un carico lavorativo che si è via via moltplicato e divenuto più frenetico e irregolare.

Non ultima la decisione di darmi al Triathlon, che alla fine mi assorbe gli ultimi scampoli di tempo.

Tenere un Blog che non venga aggiornato regolarmente o che si limiti ad una succinta cronaca dei miei allenamenti non ha più molto senso. O forse semplicemente non ho più l'eta per fare il blogger ... chi lo sa?!?!

OstinataMente quindi chiude qua, in bellezza, perché sono all'inizio di una nuova sfida atletica - entro 3 anni vorrei finire un Ironmen, non mi voglio nascondere - però lo racconterò a voce a chi avrà la fortuna, o sfortuna di incontrarmi di persona.

Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito, sfanculato, supportato.

PS: chiudo ma non lo elimino. Scripta Manent per i posteri.

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lunedì 29 agosto 2011

Rientrato

Sono tornato sabato dal mare, dopo un viaggio Odissea che non augurerei al mio peggior nemico.

Il periodo al mare è stato estremamente positivo: relax, riposo, silenzio, bel tempo.

Dimenticavo: sono riuscito anche ad allenarmi.

Nuoto: soggiornavamo in un appartamento immerso in una caletta. Oltre al fatto di passare almeno metà del mio tempo nuotando con pinne e boccaglio o galleggiando facendo pratica con tecniche di pallanuoto con Edo, ho usato la muta quattro volte per degli allenamenti in acque cristalline, sebbene fresche (santa muta direi). Sensazioni ottime.

Bici: prima di partire colpo di reni e decisione di procedere all'cquisto del porta-bici, per cui arrivo col mezzo che ho utilizzato tre volte, per un totale di 150 km impegnativi in termini di dislivello. Qua ho capito che la gamba purtroppo non c'è e che è questo il punto su cui dovrò lavorare maggiormente.

Corsa: nonostante le energie a fine giornata dopo aver passato tutto il giorno tra acqua e scogli fossero ai minimi termini, tre uscite trail con dislivello infido, del genere che non è abbastanza per giustificare il passo, ma che correndo lo senti e paghi tutto. Non tanti km, ma qualitativamente eccellenti.

Riflettevo come il Triathlon lasci un po' la sensazione, alla fine, di non aver fatto granché, dato che su ogni singola disciplina il conteggio è poco, ma che se fosse stato solo su una specialità m'avrebbe inorgoglito sulla costanza e dedizione: 10 allenamenti su 15 giorni effettivi di mare.

Torno con più energie, voglia di fare, ma assoluta incertezza sui programmi a breve termine. Forse uno sprint a Settembre, quasi sicuramente uno sprint a Ottobre.

Per il prossimo anno ho invece quasi preso la decisione definitiva di puntare a fare bene due Olimpici, uno a Maggio/Giugno ed uno a Settembre/Ottobre.

La gamba in bici devo allenarla per bene prima di cimentarmi in distanze impegnative, perlomeno con velleità d'arrivare al traguardo con la sensazione d'aver fatto bene.

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lunedì 8 agosto 2011

Aggiornamento

Lo so, latito dal blog da troppo tempo.

Ho avuto molto da fare al lavoro, e non ho avuto il tempo materiale per gli aggiornamenti.

Lo Sprint di Lecco è andato bene, ne sono uscito soddisfatto.

Domani parto per il mare, dove cercherò d'allenarmi su tutte e tre le discipline (porto anche il mezzo meccanico, per cui ho acquistato appositamente il porta bici)

Rientro a settembre fiducioso di potermi cimentare in un Olimpico. Mal che vada ripiegherò su un paio di Sprint tra settembre e ottobre.

Buone vacanze a tutti.

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venerdì 22 luglio 2011

Triathlon: Sprint Lecco

E' da tanto che non scrivo, tanto perlomeno alla frequenza che mi ero dato ultimamente.

Il fatto è che sono tiratissimo col lavoro, un sacco di cose da fare, quasi mai in ufficio. Il tempo rimanente devo giocarmelo tra allenarmi o scrivere (sul perché non mi sono allenato).

Domenica gareggerò ancora, stavolta allo Sprint di Lecco. Gara diversa da Idro, tutta pianeggiante.

Partirò con la prima batteria, alle 9:30. Grazie al numero di iscritti inferiore al preventivato ho schivato la partenza alle 8:30.

Meteo non sfavorevole, condizione fisica così così, mentale affaticata. Ho bisogno di vacanze, questo sì.

Non so nemmeno quando riuscirò a scriverne, ché lunedì mattina parto per la Germania e ad oggi non ho certezza di quando tornerò.

Comunque vada, però, spero di divertirmi come ho fatto a Idro.

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martedì 5 luglio 2011

Riepilogo di fine mese: Giugno 2011

Giugno è stato sotto sotto un mese discreto, che fra l'altro ha visto il mio esordio in competizione.

Potevo fare di più, invero, però è un periodo in cui devo letteralmente combattere per trovare tempo e forze per allenarmi, quindi posso ritenermi mediamente soddisfatto.
Nuoto
6 Allenamenti - 5.8 Km

Questo mese quantificare il nuoto è un po' difficile, in quanto nei 6 allenamenti rientrano 4 attività in acque libere. Se per Piona e Idro ho dei dati da GPS, le uscite a Viareggio sono solo temporali, per un totale di circa 1h30'.

Questo significa, invero, che sono andato solo due misere volte in piscina in tutto il mese. Un po' poco.


Bici
5 Allenamenti - 126,5 Km -  D+ 900
Ho privilegiato alla quantità negli allenamenti la qualità, con uscite magari più brevi ma più veloci.
Corsa
8 Allenamenti - 64 Km

Ormai il dolore al piede è un ricordo, quindi sono contento. Uscite mediamente corte cercando di ritrovare un po' di ritmo. Tutto sommato non male.
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YTD (km)
Nuoto:   61,58  
Bici :  857 - D+ 2000
Corsa:  408


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lunedì 4 luglio 2011

E come ogni fine settimana: WE 25/2011

Scrivo questo post solo per dovere morale di blogger (dei poveri)

Impegni famigliari, stanchezza e poca voglia in genere hanno contribuito ad un bel ZERO allenamento in tutto il fine settimana.

Tanti rimorsi ovviamente, tanti buoni propositi per la settimana entrante.

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mercoledì 29 giugno 2011

Idroman Sprint 2011: sopravvissuto

Non sono scomparso per leccarmi le ferite, semplicemente ero via per lavoro senza un accesso alla rete.


Forse è stato meglio così, perché ho avuto modo di riflettere maggiormente sullo Sprint di Idro, su cosa è andato e su cosa non è andato, con la speranza di migliorare e non ripetere alcuni errori.

La vigilia

Questa è la fase maggiormente ricca di errori da non ripetere in futuro. Devo però ammettere che c’è stata una concomitanza di eventi degna del più improbabile allineamento di pianeti.

Venerdì come si è capito ho compiuto gli anni, quindi giovedì sera festa alcoolica e soprattutto a base di salumi con gli amici. Da mercoledì dormivamo sui divani in quanto avevamo il parquettista impegnato con dei lavori in camera, quindi lascio immaginare il mal di schiena. E naturalmente sabato mattina ho dovuto tinteggiare la cameretta, ché in settimana sarebbero venuti a montare il mobilio nuovo.

Insomma, se proprio proprio volevo esordire, non potevo scegliere settimana più inappropriata.

Infine sabato pomeriggio, raggiunto Idro e trovato il campeggio, mi sono dovuto sobbarcare un centinaio di chilometri aggiuntivi in auto per andare a recuperare Edo dai nonni in montagna – PROMESSA SOLENNE – con il risultato che non ho avuto letteralmente il tempo per rifiatare né tantomeno studiare il percorso bici, come m’ero ripromesso.

Il giorno della gara

Mi sveglio dopo una bella dormita, ma intirizzito dal freddo. Brutto segnale. Mi reco comunque alla ZC, scambio di convenevoli con Jolik, e inizio a preparare il tutto. Mi perdo un po’ così che non ho il tempo di effettuare il riscaldamento in acqua. Questo lo ritengo l’errore principale, madornale, della giornata.

Nuoto

Lo sparo della partenza mi sorprende, non s’era capito se si partiva dalla spiaggia o dall’acqua. Va beh, buttiamoci.

L’acqua è gelida. Faccio 3-4 bracciate, ma non riesco a respirare. Mi guardo intorno e vedo che sono tutti di fronte a me. Provo a mettere giù un piede e non tocco. Vengo colto dal panico. Veramente, mai successo prima. I pensieri vanno a mille, so per certo, in quell’istante, che non ce la posso fare. Non riesco a nuotare, mi coglie la paura dell’acqua profonda, vedo la boa lontanissima. Penso ad una disonorevole uscita dall’acqua, ma subito alla delusione che darei a Edo e Francesca che sono sulla spiaggia, a tutti gli allenamenti fatti in questi mesi. E che cavolo, la gente come noi non molla mai. E allora pian piano si parte, veramente stavolta.

Lentamente acquisisco anche un discreto ritmo. Recupero qualche posizione. Con meno difficoltà di quanto pensassi tengo anche una rotta abbastanza lineare. Al giro di boa, nonostante tutto vedo dietro di me che ho alle spalle un gruppetto di altri concorrenti. Non sarò uno squalo, ma non sarò nemmeno l’ultimo ad uscire dall’acqua.

Tra la prima e la seconda boa vado benino, mi aiuto a tenere la rotta stando in scia, senza forzare. Penso ai successivi tratti. All’ultimo giro di boa però, nonostante a sensazione stia nuotando anche benino, parto per la tangente tutto sulla destra. Faticherò a riprendere una rotta diritta verso il gonfiabile.

Nonostante tutto esco che non sono ultimo.

T1

La muta la tolgo molto bene, anzi la parte superiore riesco a toglierla addirittura in corsa. Indosso le calze, nonostante un concorrente mi urli di lasciarle perdere, scarpe, occhiali, casco. Tutto molto bene. Sennonché il patatrac con il pettorale. Nella foga tiro un po’ troppo ed il pettorale si rompe in prossimità della spilla. Cerco di rimetterla, ma la spilla è vecchia (ha fatto Abbot’s Way e Cro Magnon …) e non ne vuole sapere di chiudersi. Provo, riprovo, buco, ribuco. Infine, dopo almeno 2-3 interminabili minuti riesco a chiuderlo e partire per la bici

Bici (Altrimenti detto l’inferno)

Adesso. Quando uno abita in pianura e si è allenato praticamente solo in pianura (fatta salvo la trasferta di Bardi), e va ad esordire in un Triathlon che ha come motto Alive in Hell proprio per le caratteristiche del tratto in salita della bici, sotto sotto un po’ pirla lo è.

Dire che è stata dura è un eufemismo. Ad un primo tratto duro è seguito una lunghissima ascesa fatta di tornanti e drittoni interminabili che non davano un minimo di respiro.

Quei pochi che non mi avevano superato in T1 lo fanno in bici, ma sono tranquillo. Penso solo a pedalare. In cima so che ci arriverò. Un falsopiano dà la momentanea illusione, poi inizia lo strappo finale. Continuo, il piede non lo metto giù, spingo per quello che ho, per quanto ne abbia poco.

Finalmente il giro di boa. E qua è adrenalina pura.

Non sono un discesista, ok, ho tendenzialmente paura, però penso d’essermela giocata. Tocco punte ai 60kmh, quando non ci sono i tornanti spingo sul rapportone, non limitandomi a farmi portare giù dalla forza di gravità.

Il tutto dura non molto, sembra un attimo. Ed eccomi in paese.

Sebbene sia in trance agonistica con la coda dell’occhio vedo i miei supporter, li sento. Apprezzo.

T2

Entro in T2 con le scarpe ai piedi. Inutile stare lì a fare i cinema sganciandole prima per pochi metri, soprattutto a questo punto. Tutto bene, via le scarpe, via il casco, ed ecco che per la seconda volta il patatrac con il pettorale. Non sto qua a farla lunga, basta rileggere quanto scritto prima, ché accade tutto esattamente nella stessa sequenza.

Alla fine piego la spilla, riesco a fissarla alla meglio e parto per la corsa.

Corsa

Devo ammettere che nonostante tutto, nonostante lo sforzo, l’arrabbiatura per il tempo perso, avendo fatto stretching sui pedali negli ultimi metri come visto in alcuni tutorial su Youtube, riesco ad essere reattivo subito.

L’unico errore che mi imputo è stato quello di non essermi studiato in anticipo il percorso che prevedeva un km circa verso nord, inversione, e poi passaggio in prossimità dell’arrivo da dove però si iniziava a correre sul lungo lago.

Errore perché nell’incrociare un po’ di concorrenti in questo tratto li pensavo ormai arrivati, quindi un po’ ho mollato, correndo più che altro in modalità “godiamoci la corsa” anziché in modalità “ultima frazione”.

Non che sia cambiato molto, dai 4’45’’/km magari scendevo a 4’20’’, recuperando cosa? 1 minuto? Però sarebbe stato interpretare nel modo più corretto l’ultima frazione, che alla fine è parte integrante del Triathlon.

Arrivo

Beh, al traguardo sono arrivato comunque contento, mano nella mano con il mio cucciolo, che è una cosa che non è paragonabile a nient’altro. Il tempo finale sarà di 2h04’. Non ultimo, ma quasi. Ma non è questo quello che conta oggi, quello che conta è essere consapevole che posso farcela. Voglio ricordare Malonno 2007, al traguardo con lo speaker che dopo pochi secondi spegne il microfono e gli addetti tirano giù il gonfiabile (anche se mancavano due concorrenti) e due anni dopo 78° al Valdigne sotto le 17 ore.

Prossimi passi

Innanzitutto allenarsi maggiormente. Ho iniziato tutto quasi per scherzo 6 mesi fa. Se a dicembre m’avessero detto che nel giro di poco avrei terminato un triathlon mi sarei messo a ridere.

Devo lavorare su parecchie cose.

Innanzitutto la bici, e su questo non ci piove. Oltre ad incrementare quantità di km e velocità in pianura, se voglio cimentarmi in gare che prevedano del dislivello devo mettere in preventivo, almeno una volta ogni due settimane, un’uscita con salita.

Poi la zona cambio, con una preparazione più scrupolosa d’alcuni dettagli, primo fra tutti l’elastico del pettorale. Niente di ché, però un conto è in un’ultra trail infilarlo con calma, un conto è metterlo di corsa con la foga di un triathlon.

Poi ricordarsi di fare un belò riscaldamento prima della frazione nuoto, per non iniziare col fiato bloccato.

Il resto verrà con l’esperienza Su questo non ci piove.

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venerdì 24 giugno 2011

E son 40


Intanto oggi si prepara il tutto per domenica. Check list, borse e adrenalina.

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giovedì 23 giugno 2011

Triathlon: T-Zone

Sto mentalmente entrando nell'ottica gara di domenica a Idro, dove gareggerò nello sprint.

Come ho già detto e ripetuto, forse lo Sprint non è la distanza a me più congeniale, essendo breve e di conseguenza molto tirata, però non ho ancora l'allenamento sufficiente, soprattutto nel nuoto, per affrontare almeno un Olimpico.

Sarà importanta probabilmente, nell'ottica complessiva, la parte relativa ai cambi, in T1 e T2.

Ho studiato dal vivo, mi sono anche allenato per velocizzare il più possibile i vari gesti. Sono però abbastanza tranquillo per questo, anche perché come ho già scritto, per un pendolare ottimizzare i tempi di preparazione è pane quotidiano.

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mercoledì 22 giugno 2011

Allenamento nuoto: sciallo pre nuoto

Come scrivevo settimana scorsa, l'impatto con la vasca lunga è stato estremamente positivo, tant'è che ho deciso che durante l'estate mi trasferirò per gli allenamenti in vasca a Crema.

Il bello della piscina all'aperto, poi, è la possibilità sperimentata d'arrivare e poter stare un po' in sciallo prima di iniziare l'allenamento.

Un po' di sole, ci si guarda un po' in giro ..., magari ci scappano quattro chiacchere ché qua gioco in casa e conosco tanta gente.

Il tutto diviene molto più rilassante mentalmente rispetto al solito allenamento in cui entri, fai le tue vasche, doccia e a casa.

Tornando all'allenamento vero e proprio gran bella seduta: 400 di riscaldamento, poi un 1000 SL in 20', seguito poi da una serie da 500 in 10'.

Sono tornato a casa stanco, veramente stanco, ma molto soddisfatto.

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martedì 21 giugno 2011

Triathlon: Idro

Alla fine ho deciso di buttarmi, per cui mi sono iscritto al Triathlon Sprint di Idro che si disputerà domenica.

L'unica velleità che ho è quella di esprimermi al meglio. Non sono allenatissimo, ho avuto tante piccole tegole che mi hanno tenuto lontano dal desiderata, ho avuto cali di tensione e voglia, però se mai provo mai saprò se ne è valsa la pena la svolta che ho voluto dare.

Prima critica: ho elogiato le gare di Triathlon perché partono generalmente al pomeriggio, ed ecco che TAAAC qua si parte alle 8:30 del mattino. Addirittura il Medio parte alle 7:30 ...

Il programma è abbastanza semplice: raggiungerò Idro sabato. Una volta sbrigate le formalità andrò a provare il percorso bici, 20 km a bastone con salita di 10 che si preannuncia duretta. Poi vorrei provare anche a nuotare, così per capire cosa vedrò (a detta degli organizzatori Idro ha acque cristalline ...).

Pernotto in campeggio o a Larzana, approfittando quindi per andare a trovare Edo.

E domenica il via a questa nuova avventura.

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lunedì 20 giugno 2011

E come ogni fine settimana: WE 24/2011

Forse il week-end più intenso dell'anno. Sicuramente il migliore.

Venerdì - Sabato

Gli impegni di lavoro per una volta favorevoli mi permettono d'avere la prima parte della mattina libera. Decido così d'approfittarne per un allenamento in bici.

L'inizio è stentato, causa fantozziana caduta al semaforo a 400 metri da casa. Per farla breve, mi fermo, sgancio il piede destro, saluto vicina sulla destra, mi sbilancio a sinistra, rovino a terra. Gomito, ginocchio e chiappa sinistra sbucciati, bici graffiata sul manubrio, ma soprattutto duro colpo al morale per la figura di merda rimediata.

Il giro poi prosegue bene, un 30 km circa fatti bene.

Poi parto per Modena, per lavoro. Da lì, nel tardo pomeriggio, una volta finita la riunione direct verso il Passo Maniva. Il progetto, tenuto sapientemente segreto, è d'andare con Simone lungo il percorso del Gran Trail 3V a seguire gli amici impegnati in questa nuova avventura, organizzata dal TRB, sulla distanza di 160 km e circa 10.000 D+.

Ceno con Simone e GP, il quale da organizzatore sarà presente alla Capanna Tita Secchi, luogo di transito a circa 70 km dalla partenza. Abbiamo stimato che i primi amici che passeranno li vedremo alle 4 circa.

Come si vede prima di recarci alla capanna ci rechiamo al ristorante, a fare il pieno di energia per passare la notte all'aperto.

Verso mezzanotte andiamo alla capanna, e aspettiamo.

L'arrivo di Fluido e Maurizio nel buio del sentiero è emozionante. Dissimuliamo un incitamento con accento bresciano, facendoci riconoscere solo all'ultimo con un meno convenzionale "và che faccia da pirla questi due!!!". L'emozione dipinta sul volto dei due amici è indescrivibile e ripaga della lunga attesa. Salta il tappo del Berlucchi con cui festeggiamo. Poi altre urla di incitamento e li vediamo sparire. Attendiamo via via gli altri concorrenti, sino alle 6, quando finalmente passa ancha Slowrunner che ostinatamente non vuole usare i bastoncini.
Rientriamo alle auto, e da lì ci dirigiamo al ristoro del 103° km.


Qua il fattore sorpresa non c'è più, in compenso possiamo anticipare i vari amici lungo il percorso ed accompagnarli brevemente (a fatica).

Le facce sono sempre più provate, il Guglielmo di fronte a noi è nascosto da nuvole nere. Salutiamo gli impavidi, e ci spostiamo al ristoro del 134° km

Qua l'attesa si fa un po' più lunga, aspetto Fuido, ormai lanciato verso un grandioso 5° posto assoluto, veniamo umiliati dal suo passo nel tentativo di correre con lui alcune centinaia di metri, dopodiché stanco morto (io ...) decido d'andare a casa. L'indomani ho un appuntamento.

Domenica

L'appuntamento con Jolik è a Colico di primo mattino. Ci troviamo e dirigiamo a Piona, più che altro perché il lago a Colico è increspato, mentre il laghetto di Piona - un'insenatura più chiusa e quindi più protetta - è più calma.

Predisponiamo la nostra T zone. Perdiamo un po' di tempo nel ragionare come organizzarci, poi basta chiedere a dei vicini di salvietta di darci un'occhiata alla roba, che possiamo iniziare un bell'allenamento combinato.

Nuotiamo nel lago con le mute. Il Garmin dà dei dati da prendere con le molle. Alla fine, rielaborando il tutto a casa posso dire che la distanza è prossima ai 900 metri, in 16'. C'è da dire che abbiamo fatto delle brevi pause per capire che direzione prendere, orientarci, ecc. La sensazione però è buona.

TRATTO NUOTO

Poi scatta a T1, con uscita dall'acqua e cambio veloce per la parte Run.

L'idea è fare il lungo lago, sennonché la strada diventa dapprima una mulattiera, per poi diventare un sentiero a tratti impegnativo. Il percorso di Corsa diventa un trail a tutti gli effetti, ma va bene così lo stesso.

TRATTO CORSA

Finiamo il tutto a base di birretta e panino, aspettando infine il pargolo alla base scout di Colico.

Come ho detto, un fine settimana molto impegnativo, tant'è che oggi si RIPOSA senza sensi di colpa.

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giovedì 16 giugno 2011

Allenamento nuoto: vasca lunga

Ieri sera allenamento di nuoto impegnativo.

Come al solito la settimana la pianifico, salvo poi dover cambiare i piani di ora in ora ...

Quindi martedì sono andato a correre - un Fartlek in cui ho sofferto più del dovuto a causa della giornata al lavoro molto pesante - ed ho rinviato il nuoto a ieri.

Sono andato alla Comunale a Crema, dove per la prima volta nella stagione ho nuotato nella vasca da 50 metri.

Beh, il salto si sente.

Inizio con il riscaldamento solito, 300 metri misti, così per non partire con il lavoro specifico completamento freddo.

Poi improvviso. Decido che voglio provare a fare 800 metri continuativi, visto che ho sempre fatto serie al massimo sui 400.

La vasca da 50 è più impegnativa inizialmente, non essendoci il rimbalzo ai 25. Poi piano piano mi sembra che quello che inizialmente avevo visto come un fattore aggiuntivo di difficoltà diviene una cosa a mio favore.

La nuotata, senza interruzione, diviene più fluida.

Decido in corso d'opera di fermarmi ai 750, per poi bissare la distanza. Poi sempre in corso d'opera cambio idea, e punto a fare 1000 metri continuativi. Il motivo è in un ragionamento che mi viene in mente mentre nuoto: fare 750 in acque libere senza alcun rimbalzo, equivale a 1000 metri in vasca lunga. Come sempre rinvio all'incipit del blog...

Finita la serie dei 1000 riprendo fiato per 5', più che altro per sistemare a dovere gli occhialini. Poi butto dentro un'altra serie da 500 a stile, concludendo infine con un 200 misto di defaticante.

Esco stanco ma soddisfatto. Ma non è che l'inizio ...

Alle 20:30 arrivano i fighetti dell'Aquagoal, per la partita di fine anno papà contro figli. In realtà si fanno due squadre miste. Morale: sebbene la facciamo nella vasca in cui noi grandi tocchiamo, sebbene giochiamo contro i nostri bambini che pesano nella maggior parte dei casi la metà di me, beh ... la pallanuoto è lo sport più duro che abbia mai affrontato.

Edo, che in partita vedo un po' "timido" ha una notevole forza fisica (e ribadisco: io toccavo, lui no). La palla è pesantissima.

Esco stremato pronto per il 3° tempo. Anche qua non è così facile come poteva sembrare. Mentre la maggior parte dei genitori e bambini è impegnata nelle premiazioni, nel raccontarsela, ecc..., esce dalla vasca la prima squadra che letteralmente assalta il tavolo con le cibarie, senza ritegno, senza scrupoli.

Alcuni genitori mugugnano, io faccio tesoro dell'esperienza maturata ad aperitivi, terzi tempi e ristori: gomiti alti, piedi ben piantati, obiettivi identificati e mai tralasciati.

E' l'unica tattica possibile per portare a casa la cena. Cosa che mi riesce egregiamente alla faccia della "timidezza" degli altri.

E' stata una gran serata.

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martedì 14 giugno 2011

IDRHO Vs IDRO

Il gioco di parole mi è uscito bene e cade a fagiolo per prendere la prima decisione seria della stagione.

Spendere quel centinaio d'eurini e strapazzarsi per andare domani sera a Rho, al Rock in Idrho, per sentire Iggy Pop e Foo Fighters, oppure investire la pecunia nell'iscrizione allo Sprint a Idro di domenica prossima (il 26)?

Ammetto che ci ho pensato su parecchio, anche perché le occasioni di vedere l'iguana live non saranno più molte, ma diciamo che per ora (ho ancora 24 ore per ripensarci) avrei optato per l'esordio agonistico.

E' tempo che mi dia una scossa, che provi a cimentarmi almeno su distanze brevi e faccia un po' d'esperienza in vista di competizioni un po' più impegnative.

E poi dovrò pur ammortizzare le spese vive che ho già sostenuto: tesseramento e certificato in primis.

Entro 24 ore il responso, anche se il dado appare tratto.

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lunedì 13 giugno 2011

E come ogni fine settimana: WE 23/2011

Fine settimana piuttosto intenso quello appena trascorso.

Andiamo con ordine.

Sabato mattina per una mia pirlata mi sono dovuto recare a Cremona a ritirare il passaporto. Potevo farlo comodamente recapitare a Crema, ma come detto, una mia errata valutazione di tempi e disponibilità altrui m'ha portato a dovermi fare il viaggio lungo.

Vedendo il bicchiere mezzo pieno, però, ne ho approfittato per:
- vedere all'opera in fase di ricognizione atleti che il giorno seguente sarebbero stati impegnati nel Campionato Europeo di Triathlon Sprint. Atleti veri, mica bau bau micio micio
- approfittarne per allungare verso Nibbiano e andare finalmene a vedere come funziona una gara di Triathlon.

La gara in esame era lo Sprint della Val Tidone, presso la Diga del Molato. Distanza sprint, come detto:
750 mt a nuoto, 20 Km in bici, 5 Km a piedi.

Quello che mi premeva maggiormente era capire un po' i meccanismi della preparazione e dei cambi, per non trovarmi del tutto impreparato.

Preparativi in Zona Cambio
Le bici vengono riposte per la sella. Ognuno ha a disposizione SULLA SINISTRA (particolare molto importante) una piccola area dove riporre la propria roba.  Al di là di come le bici vengono agganciate nulla di nuovo.
Gli atleti fanno riscaldamento come in ogni gara, nuotano un po'. Non mi sembrava ci fosse una gran tensione.

Frazione Nuoto
La prima cosa da dire è vedere in cosa consistono 750 metri a nuoto in acque libere. Sono sceso alla start line e potevo vedere una boa gialla in lontanza. Poi, lontanissima, un'altra boa gialla. Un altro spettatore mi fa: "arrivano alla bo e ritornano?". Io bello convinto:"sì, penso proprio di sì. Quella là in fondo è sicuramente per il medio di domani, troppo lontana". Beh, nulla di più errato. Come vedrò, il giro da compiere era arrivare alla boa lontanissima, girare intorno, arrivare sino alla boa lontana e tornare alla start line. Insomma, un conto è pensare a 30 vasche da 25, un altro vedere in linea retta 300 metri, chè alla fine la boa lontanissima era a rigor di logica a quella distanza ...
Vedo con piacere però che a parte i primi, il ritmo non è dei più forsennati. C'è gente che parte veramente con calma, lo stile non è da parte di tutti dei migliori, c'è anche gente che nuota tranquillamente a rana. Insomma: ho margini, in una gara open, per non arrivare proprio ultimo.

T1
Ho osservato molto attentamente come i vari atleti procedevano, ravvisando comportamenti omogenei ma non univoci.
Innanzitutto la sequenza:
1. Togliersi la muta e metterla a sinistra nella propria area
2. La quasi totalità NON mette le calze. Francamente questo non lo comprendo.
3. Indossare nell'ordine pettorale con elastico esattamente come negli ultra trail, occhiali, casco, orologio
4. Scarpe: qua ho visto una minoranza partire con le scarpe agganciate, la maggior parte farsi il tratto con scarpe ai piedi.
5. Prendere la bici e recarsi a piedi fino a DOPO la linea che delimita la partenza della frazione BIKE.

Osservazioni: basta stare calmi e fare le cose con ordine. Come già scritto, rispetto ad una mattina tipo di un pendolare con figlio da portare a scuola è una passeggiata

Frazione Bici
Niente di particolare

T2
Quello che ho notato è che arrivano tutti sganciandosi le scarpe, per andare alla rastrelliera scalzi. L'ho già provato in allenamento, non è difficile.
Poi, come prima, basta andare con ordine:
1. Riporre la bici
2. Sganciarsi il casco e riporlo a sx della bici
3. Indossare le scarpe
partire

Qua ho notato che molti hanno le scarpe già allacciate, molti con la clip stile Salomon. Francamente non vedo quel gran risparmio rispetto a fare un nodo classico.

Frazione Corsa
Niente di particolare. Qua vedevo gente stremata anche se non mi sembrava andassero così forte. Devo ammettere che da fuori è sicuramente tutto più facile e che non ho visto il percorso ciclistico, per cui resta valido l'incipit del blog ...

Morale: pensavo peggio. C'erano anche tapascioni, gente che sembrava improvvisata, gente che addirittura correva con mountain bike o si è cambiata completamente d'abbigliamento in T2.

Una volta rientrato a casa mi sono fatto una corsa di 10Km, soffrendo un po' per il caldo.

Ieri sono rimasto impegnato tutta mattina e la prima parte del pomeriggio con il torneo di Aquagoal a Cremona. Pranzo finale a base di Gnocco Fritto ...

Una volta rientrato mi sono accasciato sul divano e sulle immagini di La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! mi sono addormentato. Risvegliatomi alle 18 avevo 3 opzioni:
1. continuare a dormire
2. vedere l'attacco finale a Mompracem
3. tirare fuori il MIO occhio della tigre e uscire per il combinato che mi ero ripromesso di fare

Ho optato, a fatica, per l'opzione 3.

30Km in bici belli sostenuti - 28KmH di media - T2 - 7 Km di corsa a 4'58'' Km di media con passo controllato sui 160 bpm

Sia in bici che a piedi m'è sembrato d'andare bene. In bici ho alternato un passo regolare sui 30 Kmh a sparate a 35 Kmh.

In T2 ho dovuto affrontare il mio personale coach, che mentre già lottavo col cambio e la mappazza della riproposta di gnocco fritto, zola e cipollotti, m'ha chiesto cosa volessi per cena.

La frazione corsa invece è andata veramente bene, nonostante il caldo e la mappazza che si faceva sempre più prepotente.

Direi ottimo fine settimana, peccato non essere riuscito a nuotare. Vedrò di rifarmi in questi giorni.

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venerdì 10 giugno 2011

Abile e arruolato

Settimana silenziosa per il semplice motivo che tra una balla e l'altra non ho fatto nulla dal punto di vista sportivo.

Ieri sera ho sostenuto la visita sportiva per poter gareggiare.

Contrariamente agli anni scorsi non sono andato a Soncino, ma a Sesto San Giovanni, al Centro Medico Sportivo. La ragione è stata essenzialmente logistica, più vicina all'ufficio, pagamento col Bancomat, stampa immediata del certificato.

Al di là di questi dettagli devo ammettere che mi sono trovato molto meglio. Un po' più lunga come tempi, però senz'altro molto più accurata. Non ho avuto, in sostanza, l'impressione della catena di montaggio.

Una bella sorpresa è stata aver sostenuto il secondo ECC non dopo i famigerati gradini, bensì sotto sforzo alla cyclette.

Bon, anche quest'anno posso gareggiare. Quando ancora non ho deciso definitivamente, però prima o poi si farà.

Intanto domani andrò a vedere lo sprint a Nibbiano (Sprint della Diga del Molato), organizzato dal Triathlon Piacenza per capire un po' come funziona dal punto di vista logistico, cambi, eccetera. Tanto per non prendere una doppia bastonata nel momento in cui mi cimenterò nella prima gara.

Purtroppo il meteo non sarà ottimale, per cui mi sa sfumerà l'idea di fare un giro in bici, però non si sa mai.

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sabato 4 giugno 2011

Allenamento nuoto: acque libere

Come annunciato sono andato al mare per il ponte del 2 giugno.

L'intento era principalmente quello di staccare un po' dal tran tran quotidiano, ma ovviamente c'era anche l'obiettivo parallelo che era quello di provare, finalmente, la muta da nuoto.

Giovedì sono rimasto fermo ai box causa mare mosso. In questo caso non ho chiaramente capito come funzioni la cosa: la giornata al mattino non era messa malaccio. C'era il sole - che poi purtroppo nel pomeriggio ha lasciato spazio alle nubi - vento moderato e mare mosso. Al largo, diciamo tra i 50 ed i 100 metri dalla riva, c'era pieno di surfisti. Almeno una cinquantina. Questi, belli nelle loro mute, andavano, venivano, insomma si facevano i cavoli loro. Se però un qualsiasi bagnante provava anche solo ad andare in acqua oltre al ginocchio veniva cazziato dai bagnini. Ora: non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di sfidare le onde, però mi è rimasto il dubbio sulla differenza di trattamento.

Venerdì mattina bel tempo - nel pomeriggio ancora pioggia ... - zero vento e mare calmo. Ecco arrivato il momento. Indosso con poca fatica la muta e mi dirigo in acqua. Qua devo dire che un po' mi sono pavoneggiato. Quando poi ho indossato cuffia e occhialini mi sembrava d'essere uno di quelli veri.

Inizio a nuotare e capisco che:
1. la muta protegge, ti dà un bel senso di galleggiamento, ma entra comunque un po' d'acqua dal collo, da dietro.
2. Nuotando in acque libere non hai riferimenti. Devi alzare la testa per capire dove stai andando, per avere una sorta di punto per tracciare una linea non dico retta ma almeno simile.
3. Nuotare nel mar Tirreno è un po' come correre di notte in montagna con la frontale. Lo spettro visivo è limitato ad un paio di metri. Una sensazione strana e onestamente poco piacevole. E comunque diversissimo dal nuotare nel mare della Corsica o della Croazia, dove il fondale, anche in acque abbastanza profonde, rimaneva visibile e ti dava un minimo di riferimento.

Dal punto di vista atletico parecchio diverso rispetto alla nuotata in piscina. Non hai la virata, non sai esattamente quanto hai fatto, non riesci nemmeno molto bene a dosare lo sforzo. Così da profano ho provato a darmi degli obiettivi, dapprima nel raggiungere dei bagnanti che vedevo in lontananza (non mi sono mai allontanato molto dalla riva), poi dandomi l'obiettivo di fare 50, poi 100 bracciate.

Ho nuotata un'oretta, bissando stamattina per 25 minuti. Mi sono limitato perché poi dovevamo purtroppo ripartire verso casa entro le 12.

Tutto sommato un buon battesimo dell'acqua che spero di bissare al più presto.

Come dicevo, infine, mi sono pavoneggiato un po' all'inizio, ma niente in confronto al dopo. L'uscita si è svolta con estrema calma, mi sono sfilato la parte superiore, doccia - lasciando passare naturalmente un gruppetto di ragazze, sfilata finale. Eccheccavolo, mi spacco d'allenamenti, avrò pure il diritto di fare una sfilata in spiaggia?

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mercoledì 1 giugno 2011

Borsa 3.0

Quando ho iniziato a correre il materiale era abbastanza scarno. Scarpe, pantaloncini, maglietta, maglietta di ricambio.

Punto. Tutto molto semplice, costi contenuti, tutto molto veloce.

Poi ho iniziato a correre con metodo, ed il materiale è cresciuto.

Poi il trail con diversificazione del materiale, con il primo upgrade. Ne avevo già parlato in qualche post.

Da quando a dicembre ho iniziato ad andare in piscina l'ennesimo upgrade di borsa, con il materiale nuoto che si va ad aggiungere a quello della corsa (perlatro in calo avendo accantonato il trail).

Ora mi trovo nelle condizione quotidiana d'avere in auto sempre la borsa pronta sia per andare a nuotare, sia per andare a correre. Posso aderire a iniziative, o decidere di fermarmi in piscina o a correre, con un tempo di preavviso prossimo alla zero (l'unico ostacolo a volte è il portatile che non lascio assolutamente incustodito in auto).

Ieri sera ho preparato la borsa per il ponte, ché partiamo stasera destinazione Viareggio: ho usucapito la borsa che solitamente usiamo per le vacanze.

Già muta e scarpe da corsa hanno occupato metà dello spazio. Tra una balla e l'altra, solo per un paio d'allenamenti, era piena. Mi immagino quando dovrò prepararla in vista di competizioni sulla triplice, con annesso il necessario per la bici - casco, scarpe, ecc.. -

Devo procurarmi una borsa adatta al più presto !!!!

Intanto buon ponte a tutti, spero in un tempo clemente ed un mare perlomeno poco mosso per testarmi sul nuoto in acque libere.

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martedì 31 maggio 2011

Riepilogo di fine mese: Maggio 2011

Considerato che stasera non farò nulla a causa d'altri impegni, posso già da ora procedere con il riepilogo di Maggio.

Sarebbe stato un mese estremamente positivo se non avessi avuto una settimana, quella del 16, di totale black out dovuto ad impegni e spossatezza. Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, pensando che quella settimana mi è servita per ricaricarmi.

Nuoto
5 Allenamenti - 9 Km

Sul nuoto ho battuto un po' il colpo. Devo confessare che dopo la novità iniziale, è la disciplina più noiosetta, nonché quella più faticosa da mantenere.

Ci sono alcuni fattori che secondo me determinano una certa difficoltà nell'allenare il nuoto:
- gli orari: indiscutibilmente non posso andare quando voglio, ma sottostare all'apertura della piscina
- il costo d'ingresso: ho l'abbonamento a N ingressi, per cui una volta entrato cerco di massimizzare l'allenamento. Difficilmente andrò in piscina limitandomi a fare 1000 metri. Mi sembrerebbe di buttare via i soldi.
- l'affollamento: trovare la vasca piena alla fine porta a non allenarsi bene. Mi è capitato una volta che sono uscito veramente bisinfio. Ovvio alla cosa cercando orari prossimi alla chiusura, ma in questo modo mi sento vincolato a dovermi sbrigare.
- la solitudine: checché se ne dica, col nuoto sei solo, non hai distrazioni. Insomma, a volte è veramente noioso.

Resta però la disciplina che al termine della seduta dà le maggiori soddisfazioni e benessere fisico.


Bici
5 Allenamenti - 224 Km -  D+ non significativo

Tutto sommato mese positivo. Potevo fare di più, nel senso che mi è forse mancata almeno un'uscita con del dislivello. Non ho trovato oggettivamente il tempo d'organizzarla.

In compenso con l'allungarsi delle giornate è ora possibile piazzare un'uscita al rientro dall'ufficio.

Corsa
5 Allenamenti - 51 Km

Devo essere sincero: la paura non è passata completamente, però i segnali sono buoni ed incoraggianti. Ho ricominciato piano piano e gradualmente a correre, dapprima con un'uscita settimanale, poi sono tornato a Montevecchia, difendendomi egregiamente, infine inserendo anche la parte di corsa inun combinato bici/corsa tenendo dei ritmi di tutto rispetto.

Non mi sento ancora pienamente a mio agio, tuttavia posso dire che da giugno non dovrei avere problemi a mantenere gli obiettivi minimi settimanali.

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YTD (km)
Nuoto:   53,75  
Bici :  731 - D+ 1115
Corsa:  344


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lunedì 30 maggio 2011

E come ogni fine settimana: WE 21/2011

Fine settimana molto intenso quello appena trascorso.

Venerdì sera, nonostante fossi già parecchio stanco dagli allenamenti precedenti ma soprattutto dale poche ore di sonno, ho tirato fuori un po' d'orgoglio e sono andato in piscina.

L'idea era di fare una piramide sui 400, poi in corso d'opera mi sono detto che sui 300 poteva bastare, senonché una volta fatta la serie dei 300 mi sono detto "e che cavolo", tornando quindi immediatamente al piano originale. Ottimo allenamento, da cui sono uscito abbastanza piatto.

Sabato in linea teorica era dedicato al recupero. In linea teorica, ché il viaggio a Genova all'acquario alla fine è risultato più stancante che correre una maratona. Tutto il giorno in piedi, sciami di bambine urlanti, un marasma senza fine, Edo in pelle che mi chiamava ogni 3 secondi.

Ieri infine bici. La bella giornata invitava, peccato per il vento. Devo confessare che inizialmente ho fatto fatica ad ingranare, nei primi km mi mancava letteralmente il fiato (ho avuto anche un picco di 188 bpm, durato un paio di secondi). Quando finalmente gambe e fiato sono andati a posto, ecco il vento maledetto, sempre contro ovviamente.

Ne sono usciti 57 km (Caravaggio con qualche giro alternativo).

Dopo la doccia ed il pranzo ancora bici con la famiglia, sotto il sole. Nessuna sorpresa che alle 17 sia crollato sul divano, mi sia svegliato solo per la cena per poi ributtarmi tra le braccia di Morfeo.

Questa settimana è ancora tutta da decifrare. Mercoledì partiamo per il mare, dove proverò la muta. Al nuoto vedrò d'associare qualche seduta di corsa.

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venerdì 27 maggio 2011

Allenamento Triathlon: primo combinato

Se un paio di settimane fa parlavo di primo doppio (con nuoto la mattina e bici nel pomeriggio) ieri è stata la volta del primo combinato.

Avevo originariamente in mente d'andare in piscina - avendo le gambe un po' imballate dalla sera prima di Montevecchia - poi visto che son riuscito a giocarmela molto bene al lavoro alle 17:30 me ne sono uscito e diretto a casa con l'idea di fare i 35km del c.d. Giro Corto. E' questo il giro che da casa mi porta al Marzale, Castelleone, Salvirola, Offanengo, Camisano e rientro a casa via la nuova strada che permette di tirare un po'.

Sennonché, visto anche che indossavo per la prima volta il body un po' equivoco giunto a Izano ho deciso d'accorciare leggermente, rientrare a casa per un totale di 29km, e provare T2 e corsa.

T2: qua devo premettere che non avevo preparato quasi nulla. Sono sceso dalla bici con le scarpe, ho aperto il cancello ed il garage, appoggiato il mezzo, riposto casco e guanti, cambio di scarpe, switch del Garmin e via.
Devo confessare che sia durante che dopo il pensiero dominante è che la maggior parte di quelli che ho sentito forse la mette giù un po' troppo lunga, enfatizzando il tutto. Dopo anni di pendolarismo mattutino, dove tutto deve essere calibrato pena rischiare di perdere il pullmann o il treno, questo tipo d'operazione è un gioco da bambini. Anche adesso che vado in auto, ma devo gestire pargolo, cane, ecc, la preparazione e l'uscita mattutina hanno ben altri ritmi che un cambio scarpe. Banalmente: togliermi le scarpe della bici, indossare quelle da corsa e allacciarle non ha richiesto più di 20 secondi.

Corsa: devo ammettere che al momento il cambio di movimento è stato abbastanza strano. Sembrava quasi che le gambe che andavano non fossero le mie. Avevo tirato in bici, e mi sono ripromesso di correre 3 km, per provare e vedere come andasse. Ho corso il primo km senza alcuna idea di che passo stessi tenendo. Avevo solo la sensazione d'andare un gran piano, facendo una gran fatica. Invece quando ho completato il primo km ecco che il passo riportato appare come un 4'40''/km ... Erano mesi che non riuscivo a tenere questo ritmo. Secondo km, le gambe iniziano a farsi sentire, compio un'inversione a 180° per rientrare verso casa, ed ecco che al termine del secondo km il passo è 4'34''/km. Beh, insomma, non c'è male. Sto morendo, ma almeno lo faccio velocemente. Decido di concludere il più velocemente possibile l'agonia quindi non mollo, chiudendo il terzo km a 4'31''.
Stremato come non mai da un bel po' di tempo a questa parte faccio rientro a casa, ottimamente sopreso. E vuoi vedere che potrei anche provare a buttarmi prima del previsto?!?

Questo fine settimana è tutto da decifrare. Domani sarò via tutto il giorno, domenica ho troppe incognite. Si vedrà.

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giovedì 26 maggio 2011

Allenamento corsa: Montevecchia, il ritorno

Era da più di un anno che non tornavo a Montevecchia il mercoledì sera.

Era un appuntamento irrinunciabile due anni fa, quando - modestamente - sono stato tra i fondatori dell'iniziativa, poi via via cresciuta nei numeri grazie alla dedizione e impegno di Fluido.

Dai 4 disperati che eravamo a serate con più di 40. Da una pulizia sommaria a fine corsa alle docce. Dalla ricerca ogni volta di un luogo per mettere qualcosa sotto i denti, ad una sorta di convenzione con un locale in zona (con accento sul bere più che sul mangiare)

Ieri sera eravamo in parecchi, e giocoforza gran frammentazione in gruppi e sotto gruppi.

Il mio stato di corsa non mi permetteva di stare al passo con i migliori, fortunatamente non sono messo così male da dover stare con i più lenti, per cui vado per la maggior parte del tempo in solitaria.

Strano dopo tanto tempo riaffrontare sentierini, seppur poco impegnativi, strappettini, discese a volte infide, il buio.

Alle fine 16 km e rotti, ho tenuto abbastanza bene, ho corso quasi tutto (cedendo il passo solo all'ultimo tratto dei cipressi ma non mollando al santuario).

Buon allenamento, insomma, parzialmente vanificato dal dopo corsa, quando tra mangiare e bere ho portato in negativo il bilancio della serata.

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mercoledì 25 maggio 2011

Muta nuoto

Ieri ho proceduto con l'acquisto finale per effettuare triathlon: la muta.

Devo confessare che il processo non è stato dei più semplici, ché si parla di un prodotto di nicchia, non facilmente reperibile.

Dopo alcuni sopralluoghi mi sono recato in un negozio specializzato dove con infinita pazienza, mia e della proprietaria, sono riuscito nell'impresa.

Impresa vera e propria perché indossarla è stata una vera e propria faticaccia. Già è stretta di suo, poi procedere a secco e soprattutto col terrore di far danni alla delicatissima membrana di neoprene - terrore alimentato anche dal cartello posto nel camerino che sostanzialmente diceva chi rompe paga - ha portato ad un'ora e mezza di prove, un rotolo scottex per detergere il sudore che sgorgava copioso manco stessi allenandomi sotto il sole, ed una fatica paragonabile ad una seduta particolarmente impegnativa.

Alla fine però sono uscito con l'oggetto del desiderio, un entry level più che dignitoso, che testerò settimana prossima al mare, sfruttando il ponte del 2 giugno.

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martedì 24 maggio 2011

Allenamento nuoto: acque agitate

Dopo la settimana sabbatica appena trascorsa - ZERO allenamenti - ieri sera ho ripreso, andando in piscina.

Devo ammettere che aver mollato appena appena sul nuoto, come recentemente ho fatto, ha portato inevitabilmente a fare una gran fatica.

Forse ha influito anche il fine settimana pesante, il fatto d'aver mangiato poco o nulla a pranzo, fattostà che la 5x200 col Pullboy l'ho veramente sofferta.

Eravamo in 3 in corsia, uno che andava come un treno, ma il problema era che nelle altre corsie i corsisti muovevano tantissimo l'acqua, sì che sembrava di nuotare al mare con moto ondoso mosso. Ho anche bevuto un paio di volte, cosa mai successa in piscina.

Ero abbastanza sconsolato alla fine delle 5 ripetizioni, ma mi sono leggermente risollevato con la parte alla tavoletta, che generalmente soffro tantissimo, per poi finire in crescendo con quello che doveva essere il defaticante, ma che visto che avevo ingranato, ho trasformato in un 250 SL nuotati bene, belli fluidi, poche bracciate, gambata vigorosa ed efficiente.

Chiusa la pratica dentista ora la sera non ho più scuse. Stasera andrò a prendere la muta, mentre domani un eccezionale rientro a Montevecchia, come ai bei tempi.

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venerdì 20 maggio 2011

Buoni propositi: WE 22/2011

Fine settimana a forte rischio.

Nel senso che domani sarò di corvè col pargolo praticamente tutto il giorno, mentre domenica ci sarà la sua Prima Comunione.

Ad oggi l'unica cosa (quasi) certa è che cercherò - si noti il verbo - d'andare sul presto alla tapasciata di Vaiano, cercando d'essere a casa per le 9, doccia, e alle 10:30 in Chiesa. Poi la domenica, atleticamente, finisce lì lasciando spazio alla cerimonia e al fattore GSIL (Gambe Sotto Il Tavolo).

Questo fine settimana arriva poi dopo una settimana nulla, nel senso che non ho trovato le forze per fare nient'altro che guadagnare sul tardi la strada di casa la sera e accasciarmi sul divano dopo una cena frugale. Periodo molto intenso al lavoro = Zero allenamenti.

Come molta altra gente purtroppo non vivo con lo sport, per cui amen (aggiungo tuttavia che ben vengano questi periodi, professionalmente parlando).

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lunedì 16 maggio 2011

E come ogni fine settimana: WE 19/2011

Come accennato ieri, il fine settimana è stato fortemente influenzato dalle previsioni meteo, rivelatesi poi parecchio imprecise.

Sabato mattina una buona uscita in bici. Sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.

Ieri all'allenamento in bici ho poi aggiunto, nel pomeriggio, un'uscita di corsa che alla fine si è limitata ad 8 km.

Mi sono fermato a questa distanza giocando sulla boa naturale che è il Santuario del Marzale (partendo da casa), ed anche per non forzare eccessivamente gambe e (soprattutto) piedi.

Devo confessare che sulla corsa non mi sento ancora a mio agio. Quando corro mi sembra d'essere un ghepardo durante la battuta di caccia: tutti i sensi allertati al massimo, nel mio caso in cerca di un minimo segnale di dolore.

Ieri per tutti gli 8 km (chiusi a 5'02''/km di media) non ho avuto fastidio, nè poi al ritorno, nè stamattina. Spero di non essermi tirato la gufata e iniziare ad aver male da quando m'alzerò dalla sedia.

Il fatto d'essere rimasto fermo per un po' comunque lo avverto. Ho perso parecchio come brillantezza nella corsa, oltre ché bpm a parità di passo. Dovrò stare molto attento a non voler bruciare le tappe ora, ché non vorrei avere ricadute o pregiudicare le altre due discipline (in fin dei conti sto correndo sempre a ridosso d'allenamenti in bici o a nuoto).

La settimana entrante è ancora tutta da decifrare: tolto l'impegno col dentista mi dovrò confrontare con gli impegni che culmineranno domenica mattina con la Prima Comunione di Edo. Al solito un puzzle in cui ogni tessera dovrà essere posizionata esattamente al suo posto.

Vorrei anche riuscire a trovare il tempo per andare ad acquistare la muta, anche se temo che dovrò rinviare a settimana prossima.

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domenica 15 maggio 2011

Tesserato

Alla fine ho fatto il passo. Mi sono tesserato con il Pro Piacenza Team Triathlon.

Come ho già avuto modo di scrivere nel Triathlon non è possibile gareggiare da LIBERO, se si partecipa ad una gara si viene comunque tesserati per la società organizzatrice, con alcune limitazioni sul tipo di gare a cui si può partecipare, quindi ho deciso di procedere.

Adesso mi manca solo la muta, ché ieri ne ho provata una, ma purtroppo la taglia disponibile non si confaceva alle mie caratteristiche morfologiche.

In settimana cercherò di procedere anche con questo, ennesimo, esborso.

Intanto il tesseramento ha avuto come beneficio lo stimolo per un ottimo allenamento ieri in bici, ed uno stamattina in piscina. Ho nuotato al risparmio (piramide sui 300), ché oggi vorrei bissare con una corsa sui 10K, pioggia o non pioggia.

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giovedì 12 maggio 2011

Allenamento bici: musì

Per chi non sia avvezzo al dialetto cremasco, i musì sono volgarmente i moscerini.

Perché un post per parlare di questi insetti?

Nella corsa a piedi i moscerini sono fastidiosi, mi è capitato in montagna di lottare con orde di mosche, ma devo ammettere che affrontare nuvole di moscerini in bicicletta è tutt'altra cosa.

Innanzitutto l'impatto: li senti contro gli occhiali che letteralmente cioccano, devi modificare la respirazione, ché la bocca aperta mica puoi tenerla.

Ma la cosa peggiore è che si infilano nel caschetto. Ora: mi rendo conto d'aver avuto il braccino corto quando ho acquistato il caschetto per andare in bici (pur sempre Shimano a 49 eurini in offerta dato che aveva la colorazione 2010 ...), e che probabilmente sono stato poco lungimirante (o poco esperto) nel non considerare che forse potevo chiedere un caschetto con retina protettiva (ma poi esistono?!?!?!)

Fatto stà che ieri ho avuto momenti in cui mi sembrava di impazzire dal fastidio ed ho valutato varie volte lo stop&go per togliermi il tutto e ripulire la crapa pelata.

Ieri, come si deduce, ho cambiato in corso d'opera il programma. Niente piscina, sostituita dalla bici. Il perché è da spiegarsi nelle previsioni meteo per il fine settimana, che danno forti piogge, specialmente domenica. Come già detto l'acqua non mi spaventa a piedi, lo fa con la bici, per cui mi sono adeguato.

Stasera concludo finalmente gli appuntamenti col dentista, per cui da settimana prossima dovrei poter tornare ad allenarmi senza questo ulteriore impegno.

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lunedì 9 maggio 2011

Sforzo economico

Archiviato il fine settimana che si è rivelato estremamente positivo (rimane un leggerissimo fastidio al piede, ma nulla che m'impedisca di correre né che porti a dolori nelle ore successive), stavo riflettendo su un aspetto che troppo spesso viene trascurato: l'impatto economico dello sport.

Il tutto prende spunto dalla mia visita al negozio specializzato per l'acquisto della muta.

Andando su un capo entry level la spesa da preventivare si aggira sui 200 euro. Tanti, pochi, non so. So solo che ho visto mute da 700 e passa euro, quindi i 200 sembrano essere un valore relativamente basso (sono consapevole che girando e girando potrei anche trovare qualcosa a meno, però dovrei preventivare sbattimento e benzina, per cui alla fine il gioco non varrebba la candela).

La muta comunque non rappresenterebbe altro che la punta di un iceberg.

L'approccio alla triplice disciplina ha comportato, infatti, tutta una serie di spese che avevo sì preventivato, ma che si sono presentate tutte insieme:

- acquisto bicicletta - FATTO
- acquisto scarpe bicicletta - FATTO
- acquisto abbigliamento bicicletta - FATTO
- abbonamento piscina - FATTO e RIFATTO
- acquisto costume, cuffia, occhialini - FATTO
- acquisto muta nuoto - IN CORSO

a cui aggiungere il ricambio fisiologico delle scarpe da corsa.

E a coronamento del tutto l'iscrizione praticamente obbligatoria ad una società sportiva, con annessa spesa per la visita sportiva (ché alla fin fine senza obiettivi di gare mancano gli stimoli, ma nel Triathlon purtroppo non si può gareggiare da LIBERO) - IN CORSO

Insomma un salasso economico di costi fissi - ché poi ogni gara ha la sua gabella per l'iscrizione.

Lo sport farà anche bene al fisico e al morale, ma al portafogli no di sicuro.

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sabato 7 maggio 2011

Allenamento Triathlon: primo doppio

Era un po' che ci pensavo. Devo iniziare a fare allenamenti doppi, inserire nella stessa giornata almeno due discipline.

Ieri dopo l'ufficio sono passato in un negozio a vedere la muta da nuoto, e nel tornare a casa pensavo che i casi sono due: o mi metto di buzzo buono con gli allenamenti, oppure tanto vale ammettere d'aver scherzato.

Stamattina la prima decisione sensata da un po' di tempo a questa parte: mi metto di buzzo buono.

Sono andato quindi in piscina e mi sono fatto una bella seduta con piramide sui 300 metri, cercando di nuotare il meglio possibile, ovvero cercando qualità e velocità (termine un po' pretenzioso invero).

Dopo il nuoto un T1 che ha compreso: doccia, spesa, pranzo, rassetto della cucina, interrogazione di geografia, cambio. Tempo totale circa 3 ore.

Dopodiché ho inforcato la bici per un'uscita che m'ha portato a fare il giro di Pizzighettone. Totale 53 km in poco meno di 2 ore, con fastidiosissimo vento finale (e annesse parecchi O&M).

Domani mattina corsa a Corte Madama. Non so ancora il chilometraggio. Potrei però, viste le variabili famigliari estremamente positive, poter anche ripetere la doppietta.

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venerdì 6 maggio 2011

Buoni propositi: WE 18/2011

Devo confessare che in questo fine settimana dovrò veramente dar fondo alla forza di volontà per trovare energie per allenarmi.

Sto attraversando un periodo di stanca soprattutto mentale. Sarà il lavoro, i mille impegni extra, la mancanza di obiettivi, fattostà che ho poca voglia.

E tutto questo nonostante il bel tempo che dovrebbe conciliare, almeno personalmente.

Domenica mattina sarò sicuramente a Corte Madama, domani vorrei fare un giro "medio" in bicicletta. Più che altro mi sento in colpa (che poi non capisco in colpa verso chi) perché durante la settimana trovo spesso l'escamotage per glissare, rimandando all'indomani, sapendo sotto sotto che il giorno successivo farò altrettanto.

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giovedì 5 maggio 2011

Allenamento nuoto: la minzione

Un aspetto dell'allenamento nuoto è che mi capita spesso nel corso della seduta di dover urinare.

Aspetto abbastanza banale e di primo acchito inutile in un blog, se si parlasse di corsa o bici, ché basta fermarsi, sbrigare la formalità e ripartire (non voglio nemmeno prendere in considerazione l'atto in corsa con la bici come visto fare ...).

Sennonché nel nuoto come si fa?

Escludo categoricamente di farla in acqua. Qua devo aprire una doverosa parentesi. Quando da bambino ho iniziato ad andare ai corsi di nuoto genitori e insegnanti (si andava anche con la scuola, la mattina) ci hanno inculcato la leggenda metropolitana che i bagnini mettessero in acqua con il cloro un non meglio precisato reagente che colorava di rosso l'urina, così da individuare immediatamente gli inquinatori e additarli al pubblico ludibrio.
Ora: sono passati un bel po' di anni, ho lavorato come bagnino per alcune estati e so che quanto raccontatomi è la più grossa bufala che potessero raccontarmi (ho dovuto raccogliere ben altro nella vasca dei piccoli!!!), però ... non me la sento di rischiare. La scia rossa è una cosa che nella mia mente esiste.
Ripeto: escludo perché non si fa, perché mi farebbe schifo nuotare nell'acqua più calda del dovuto, per rispetto nei confronti degli altri bagnanti. Però sotto sotto è la scia rossa che mi blocca.

Detto questo l'alternativa più logica sarebbe quella d'uscire e andare in bagno, ma questo significherebbe fermarsi nel bel mezzo del lavoro specifico, ciabatte, accappatoio, andare in bagno, sbrigare il dovuto, lavarsi le mani, tornare, doccia (ché la bagnina maestrina ha poco da fare se non farti fare la doccia anche quando lo sbalzo termico è nullo). Il tutto perdendo almeno 5 minuti, il ritmo, prendendo freddo, per non parlare del rischio di trovarsi la corsia occupata da usurpatori giunti nel frattempo.

Non rimane che tenersela, nuotando male nella fase finale, e aspettare di finire l'allenamento.

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mercoledì 4 maggio 2011

1° Maggio

Il 1° Maggio è una data un po' particolare.

Nel 2006 ho corso la prima tapasciata, dopo un mesetto di allenamenti bi-settimanali. Si correva l'abituale Marcia dei 2 Mulini di Ticengo, e mi sono presentato, tra lo scetticismo di chi accompagnava, per correre i 6 km, ché oltre non m'ero ancora spinto.

Poi quando al bivio ho visto che anche i bambini andavano per i 12 ho deciso di prendere anche io per il percorso più lungo, arrivando un po' a fatica alla fine. Da lì è stato tutto un crescendo.

Per una serie di cose non sono più riuscito ad andare a Ticengo, essendo concomitante con corse più in linea con gli obiettivi stagionali e le compagnie podistiche che via via ho iniziato a frequentare.

Lo scorso anno il 1° Maggio mi vedeva all'arrivo della tappa unica della Abbots' Way, 125 km e 5500 D+. 22 ore e rotti fantastiche e inimmaginabili solo 4 anni prima.

Quest'anno vuoi cambio di disciplina, vuoi lo stop causa dolore al piede, il 1° Maggio mi ha visto ri-entrare nel mondo della corsa dopo un mese, con parecchi timori.

Come un ghepardo a caccia, i sensi tirati a cogliere il minimo segnale, cercando di capire il manifestarsi di dolori anomali. 12 km (poi in realtà rivelatisi poco più di 11) corsi con calma, un passo finale di 5'20''/km fatti in compagnia. Un'ora esatta in cui tutto apparentemente è andato bene, e che non ha portato strascichi nemmeno nei giorni successivi (cosa che era lo spauracchio maggiore).

La paura non è ancora passata del tutto, però diciamo che alcuni dubbi di tenuta sono stati fugati e che un po' di ottimismo è tornato.

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lunedì 2 maggio 2011

Riepilogo di fine mese: Aprile 2011

Come di consueto ecco il riepilogo dei miei allenamenti del mese appena trascorso, senza appigli, provando a spiegare il perché di alcune cose, ma senza trovare la scusa fine a se stessa.

Nuoto
4 Allenamenti - 8.6 Km

Poca quantità, discreta qualità.

Gli allenamenti in piscina sono stati influenzati principalmente da due trasferte di lavoro all'estero, per cui giocoforza non ho avuto le occasioni d'andare in piscina durante la settimana.

Quando sono stato a casa, infatti, i miei due allenamenti settimanali sono riuscito a farli.

Sulla qualità devo dire che al termine di ogni sessione ho avuto la sensazione d'aver lavorato bene.


Bici
4 Allenamenti - 183 Km -  D+ non significativo

La bici è rimasta un po' influenzata dalla variabile meteo, ché non mi fido (o forse non ne ho voglia) d'affrontare l'asfalto bagnato su un copertoncino largo un dito.

Devo anche aggiungere che ho avuto un po' di lavori da fare a casa, gestire impegni della Prima Comunione di Edo, la Pasqua con impegni famigliari a cui non riuscivo a sottrarmi.

Dal punto di vista qualitativo, tuttavia, la gamba inizia ad esserci. Nell'ultimo allenamento ho provato anche la corona maggiore, arrivando a spingere per un paio di km in zona 40 km/h. Con l'allungarsi delle giornate non è da escludere iniziare a fare uscite brevi di un'oretta prima di cena.

Da notare che tutti i miei allenamenti sono sempre in solitaria, senza mai sfruttare scie altrui.
Corsa
1 Allenamento - 15 Km

Vera nota dolente del mese.

Ho tenuto fede al proposito di fermarmi per far passare il fastidio alla pianta del piede. L'unica uscita è stata il 3 aprile, quando sono tornato a casa con il male.

Posso anticipare che ieri ho corso, senza particolari problemi; ne parlerò in post separato domani.
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YTD (km)
Nuoto:   44,6  
Bici :  507 - D+ 1115
Corsa:  293


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sabato 30 aprile 2011

Buoni propositi: WE 17/2011

Sono rientrato ieri sera sul tardi dalla traferta olandese. Il posto era perfetto per praticare sport, sennonché quando sono arrivato e potevo ricavarmi un po' di tempo tirava un vento clamoroso (e freddo), mentre nei giorni successivi ci hanno letteralmente sderenati con un programma cadenzatissimo stile clinica per dimagrire nazista di fantozziana memoria, per cui ciao ciao corsa sul lungo mare.

Oggi mille commissioni, meteo molto variabile, per cui ciao ciao bici.

Domani mattina però non ci sono né S né M, per cui sarò a Ticengo.

Ecchisenefrega del meteo, del male al piede che va e viene, del derby alle 15. Domani mattina si corre. Punto.

Mi sento una tigre in gabbia in questi giorni. Ho bisogno di scaricare la settimana lavorativa che pensavo sarebbe stata di completo relax, mentre è stata veramente mentalmente impegnativa.

E poi Ticengo è particolare: è stata la mia primissima tapasciata, nel 2006.

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martedì 26 aprile 2011

Riflessioni

Durante questo fine settimana ho avuto tempo e modo di riflettere un po' su questa nuova esperienza chiamata Triathlon e più in generale sullo sport praticato con velleità che trascendono il puro stare bene con sè stessi.

Purtroppo cimentarsi in uno sport che richieda costanza e dedizione negli allenamenti presuppone tra le varie cose una certa concentrazione nel reperire il tempo necessario.

Devo ammettere che in questo periodo ho bisogno di rimanere concentrato, molto concentrato, su altre cose primarie, a discapito dello sport.

Nulla di negativo, beninteso, però l'avverto la differenza rispetto a due anni fa quando potendomi concentrare bene per la CCC ho avuto una stagione più che eccellente.

Tutto questo preambolo per realizzare che per quest'anno è più saggio continuare con costanza e dedizione negli allenamenti mantenendoli tuttavia nell'ottica di approccio alla disciplina (la triplice disciplina) senza assilli di preparazioni specifiche, tabelle e gare.

Devo dare la precedenza ad altro, tutto qua. E' un periodo di svolte importanti, e non posso permettermi distrazioni.

Detto questo, da domani sarò via per lavoro quindi non aggiornerò il blog sino a sabato. La trasferta dovrebbe permettermi un ritorno alla corsa. Il lungomare olandese attira, le scarpe nuove sono lì pronte da essere usate, il tempo dovrei averlo, quindi perché negarsi l'opportunità a prescindere?

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sabato 23 aprile 2011

Allenamento nuoto: la doccia

E' ormai un po' di tempo che vado regolarmente a nuotare e devo dire che i personaggi che si trovano in doccia sono tra i più variegati.

La prima discriminante è: nudo o con costume. A me pare normalissimo che la doccia si faccia nudi, senza costume, ché altrimenti come fai a lavarti?

Cosa non scontatissima, dato che per esempio a Crema è VIETATO, sì VIETATO, fare la doccia nudi.

Va beh, almeno a Pandino si lascia libertà di scelta, così parecchie persone si "lavano" con addosso il costume. E sto parlando di persone adulte, mica ragazzini vergognosi.

C'è poi chi in doccia fa stretching ... cosa abbastanza imbarazzante specie se viene fatta dai nudisti. Per fortuna sono pochi e tutti spalle al muro.

I peggiori, però, rimangono i papà che portano le figlie nello spogliatoio degli uomini.

Io riesco a capire che esistano degli equilibri famigliari da mantenere, che ci siano delle mogli rompipalle che ti affibiano la pargoletta da accompagnare in piscina, però cercate di capire che una cosa è una mamma che porta il figlio maschio di 5 anni nello spogliatoio femminile, un'altra è fare l'opposto.

Fortunatamente queste sono situazione abbastanza rare, quando esco dalla routine e frequento la piscina in orari inusuali, quando ad esempio c'è un giorno di festa e vado prima del solito.

Tornando ai miei allenamenti, la Pasqua ed il meteo hanno un po' scombussolato la routine. Ieri 38k in bici, oggi piscina. Per domani e lunedì è tutto da decidere, anche perché poi settimana prossima sarò in Olanda per lavoro, e a meno d'anticipare il ritorno alla corsa (tra parentesi ho acquistato le scarpe nuove), sarà una settimana di "scarico" totale.

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giovedì 21 aprile 2011

Allenamento nuoto: conteggi

Una delle cose più difficili nell'allenamento nel nuoto è riuscire a tenere il conto di quanto si sta facendo.

Quando corri o vai in bici ti proponi  una certa distanza o un certo tempo, e grazie ad un cronometro e a livello visivo è abbastanza semplice tener fede all'impegno.

Quando vado a nuotare l'allenamento consiste di tre fasi:
- Riscaldamento
- Lavoro specifico
- Defaticante

Sul riscaldamento e defaticante c'è poco da dire, chè è molto semplice.

E' sul lavoro specifico che inizio ad andare in difficoltà.

Innanzitutto la modalità della tenuta del conteggio, soprattutto quando le serie sono disomogenee all'interno della stessa seduta. Numero di vasche o metri?

Io ho adottato questa personalissima tecnica: sulle ripetizioni conteggio come le serie televisive. Stagione - Episodio. Quindi se devo fare un 5x200 col pull, le tratto come 5 stagioni da 8 episodi l'una e conto 1.1 - 1.2 - 1.3 ... sino ad arrivare alla 5.8

Lo so è contorto, ma funziona e riesco a non perdere i conti.

Quando faccio la piramide invece conto i metri, all'inizio della vasca. Quindi parto e penso 25, al giro dico 50, e così via.

Quando poi capita di non essere sicuro perché per un qualche motivo mi sono perso nei miei pensieri, nel dubbio faccio 2 vasche in più, piuttosto che 2 in meno.

Dulcis in fondo, ieri sera ho introdotto il sotto-conteggio, ovvero quante bracciate facevo in una vasca, per avere un controllo sull'efficienza. Devo dire che ieri, in una bella piramide ai 400, stavo regolarmente sulle 15-16 bracciate per vasca.

Tutto questo non comprende ancora il tenere traccia dei tempi, ché mi sembra ancora prematuro. Mi doterò a breve di orologino economico per capire a quanto vado.

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martedì 19 aprile 2011

Allenamento bici: il vento

Come scrivevo ieri, il fine settimana appena passato è stato dedicato alla bici.

Non entro tanto nei dettagli delle due uscite, che sono state in linea con le aspettative quanto-qualitative; piuttosto vorrei riflettere su una variabile che non riesco proprio a gestire.

Il vento.

Tempo fa su Discovery Channel ho seguito una trasmissione che dimostrava in modo scientifico la leggenda del perché se ti cade una fetta di pane questa cade sempre sul lato imburrato (a me capita con la Nutella). Questione di spazio e tempo (in sostanza la distanza tra mano e pavimento non è sufficiente a far compiere un giro completo alla fetta di pane).

Questo preambolo per chiedersi, in modo alquanto retorico: perché quando vado in bici il vento ce l'ho praticamente sempre di traverso (ostile) o contraario e praticamente mai, dico mai, a favore?

Sabato la cosa era anche sostenibile, ma domenica ad un certo punto da traverso è diventato contro in modo perpendicolare, facendo calara la velocità dai 30 kmh che a fatica stavo tenendo a 20/21 ...

Ho veramente remato gli ultimi km, arrivando a casa veramente bisinfio, quasi ai livelli delle ultime 24 ore del Cro Magnon 2010!!!!

Dicevo che è una variabile che non riesco a controllare, anche se mi viene il dubbio che i ciclisti sgamati sappiano come fare, ché domenica in 2 ore abbondanti di uscita non ho superato, né sono stato superato da nessun, mentre ho incrociato decine e decine di ciclisti. Possibile che fossi l'unico ad andare nel mio senso di marcia? O è più plausibile che ci sia gente che studia come tirerà il vento e adegua l'uscita di conseguenza?

Mistero.

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lunedì 18 aprile 2011

Ripresa

Come scrivevo lunedì scorso, avevo in programma una trasferta di lavoro che ha naturalmente avuto effetti deleteri.

Dal punto di vista sportivo ha significato zero allenamenti, essendomi ripromesso di non correre fino a maggio per farmi passare per bene il fastidio al piede (in genere in trasferta la corsa riesco a farla).

Dal punto di vista alimentare un disastro. Ero in Belgio, quindi frites servite con qualsiasi piatto, anche senza essere richieste, cioccolato (sublime). E vuoi andare in Belgio senza nemmeno farsi una birretta di quelle buone? Il tutto culminato, una volta rientrato, con una cena tra colleghi venerdì sera, a base di torta fritta e salumi.

Sabato mattina non ho avuto il coraggio della consueta pesata. Mi sono dato un bollino NERO e da oggi settimana purificante.

Sabato e domenica tuttavia sono riuscito a tener botta almeno con la bici, per un totale di un centinaio di km circa, lottando con il vento, specialmente domenica. Dedicherò un apposito post al tema nei prossimi giorni.

Questa settimana l'obiettivo è quello di tornare in vasca e continuare con la bici. Purtroppo mi sono impegnato per venerdì ad iniziare con la tinteggiatura. So già cosa mi aspetta ...

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lunedì 11 aprile 2011

E come ogni fine settimana: WE 14/2011

Potrei riassumere il tutto con un laconico Casa Vs Allenamento 2-0.

Ho iniziato sabato mattina a sistemare casa in vista di alcuni interventi di manutenzione straordinaria (leggasi tinteggiatura prevista per settimana prossima, al più tardi quella di Pasqua), ed ho terminato ieri pomeriggio.

Non ho avuto fisicamente il tempo di ritagliarmi nemmeno un'uscita in bici. Solo sbaraccare, sbarazzarsi di ciarpame e roba ormai senza più alcun utilizzo, pulire, ecc. Le classiche pulizie primaverili all'ennesima potenza.

Solitamente questo tipo di attività mi da anche un certo piacere, ché odio la roba, mi piace la casa quando è minimal, però ho dovuto sacrificare un intero fine settimana che dal punto di vista meteorologico era strepitoso.

Oggi l'umore è pessimo, anche perché il dolore al piede non sparisce, anzi, senza far nulla va e viene in modo irregolare, manifestandosi talora anche sull'altro.

Se aggiungiamo poi che questa settimana sarò via per lavoro, quindi potrò scordarmi di prendere impegni a partire da domani fino a sabato, ecco che il quadro è veramente sconsolante.

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venerdì 8 aprile 2011

Buoni propositi: WE 14/2011

Io odio la gente. Soprattutto gli incapaci ad andare in auto.

Ieri sono uscito presto dall'ufficio per poter farmi un'oretta in bici, ma causa traffico abnorme generato fondamentalmente da incapaci e pensionati che se ne vanno in giro quando la gente che lavora ha fretta di tornare a casa, sono arrivato che erano praticamente le 19.

Troppo tardi per un'uscita di almeno un'oretta (il sole tramonta ancora troppo presto e non mi sembra il caso di sfidare la sorte andando in giro in bici con la penombra)

Dovendo per forza di cose escludere la corsa, fostbury sul divano e pizza davanti alla tele ... alla fine rimorsi zero e ottima serata di recupero psico-fisico.

Domani e dopo ho in programma la doppietta in bici. Niente di eclatante, giri da un paio d'ore cadauno ed arrivare alla soglia concordata con il rivenditore per il tagliando di controllo del mezzo.

Il vero impegno del week end sarà sul fronte casa, dove urge mantenere fede ai buoni propositi di straordinaria amministrazione fatti per la stagione primaverile, leggasi sgombero ciarpame e tinteggiatura interna quasi totale ... sarà una serie di fine settimana impegnativi !!!!

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giovedì 7 aprile 2011

Blogger

Gli acciacchi anziché fiaccarmi nel morale per ora mi stanno spronando a darci dentro con il resto, quindi ieri sera bis di settimana in piscina.

A essere onesti giunto in piscina l'entrata è stata un po' rallentata causa culi al vento da rimirare che la bella stagione e i pantaloni a vita bassa portano inevitabilmente. Ma questa è un'altra storia.

Mentre cercavo di darci dentro (una piramide 100-200-300-400-300-200-100) pensavo un po', attento comunque a non perdere il conto.

Riflettevo sui vari blogger che scrivono di sport. Sembra quasi una gara a chi ce l'ha più lungo: e chi fa più chilometri, e chi si alza prima degli altri, e chi fa la corsa lenta a 3:50, e chi si spara 100 e passa chilometri a medie mostruose senza fatica. Il tutto stile pubblicità famiglia Mulino Bianco.

Mi chiedevo: al di là del tipo di sport, sono solo io a sputare sangue in allenamento, a fare una fatica bestia, a non avere voglia, a chiedermi quando mi alzo "ma chi me lo fa fare?".

Magari molto più semplicemente gli altri come me hanno più pudore e non scrivono ... bah ...

Comunque: stasera grazie agli impegni che si sono incastrati bene esco in bici. Un'oretta. Neanche da dire che essendo a casa da solo nel momento in cui partirò penserò che potevo godermi per una sera il silenzio in casa e lanciarmi con un bel fostbury sul divano, e cenare da sdraiato davanti alla tele ...

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martedì 5 aprile 2011

Allenamento nuoto: la vasca perfetta

Non voglio ancora addentrarmi a sviscerare i malanni che mi stanno affliggendo ai piedi.

Spero non sia fascite plantare, ma una semplice infiammazione dovuta alle scarpe ormai logore.

Per il momento mi concentrerò per un periodo su nuoto e bici, attendendo che la sintomatologia sparisca del tutto.

Detto questo ieri sera ovviamente, in ossequio ai buoni propositi, nonostante il morale veramente a terra, sono andato in piscina.

Seduta dedicata agli esercizi con pull boy e successivamente tavoletta.

Dopo essermi spremuto in un 5 x 200 di sole braccia ed un infernale 4 x 100 di sole gambe, ho mollato la tavoletta sul bordo e mi sono lasciato andare in un 100 metri a stile facendo muovere i 4 arti.

Ed è a quel punto che ho vissuto la sensazione di NUOTARE.

Piccola premessa: non sono un nuotatore nel vero senso della parola. Sì, penso di nuotare benino, ma i nuotatori veri sono un'altra cosa. Gente che arriva dall'agonistica, dalla pallanuoto. Quelli sono nuotatori.

Però ieri sera quei 100 metri li ho avvertiti in modo differente: poche bracciate, gambe ben in linea, una nuotata scivolata a pelo d'acqua, la velocità sensibilmente maggiore. I miei 100 metri, la mia nuotata perfetta.

Peccato che per arrivarci ci abbia messo quasi 2000 metri di nuoto in precedenza (tenendo conto del riscaldamento). Pian piano però conto di ridurre la distanza d'attesa.

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domenica 3 aprile 2011

Umore alterno

Mi piacerebbe scrivere che ho tenuto fede ai buoni propositi per cui l'umore è buono, tuttavia ...

Ieri come da programma uscita in bici, bel giro, un po' ventoso, ma alla fine ha solo incrementato lo sforzo allenante.

Stamattina invece uscita di corsa. Ho rinunciato all'ultimo alla tapasciata a Montodine, indugiando a letto fino alle 9:30 e facendo le cose con più calma.

Avevo in programma un quindicino, e farlo al Marzale o a Montodine poco cambiava.

Dicevo che l'umore non è al massino, in quanto ho corso con il male al piede. Non riesco a capirne l'origine, spero sia solo un problema di scarpe vecchie da cambiare, ché a essere onesti il dolore aumentava sull'asfalto e diminuiva sullo sterrato.

Non ho i sintomi della fascite, la mattina non mi fa male appena sveglio, non mi passa man mano che corro, anzi. Spero sia solo un problema di scarpe che non ammortizzano più e sono da cambiare. Il dolore infatti non è solo alla pianta del piede, ma prende anche la caviglia.

Al di là di questo, non è che mi abbia impedito di finire i 15 comunque con un passo più che regolare, con bpm che iniziano anche a calare rispetto a uscite simili effettuate un paio di mesi fa.

Questa settimana provvederò all'acquisto di scarpe nuove. Per il momento ghiaccio preventivo e nuoto/bici come allenamento principale.





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venerdì 1 aprile 2011

Riepilogo di fine mese: Marzo 2011

Giorno di riflessioni a consuntivo sul mese di Marzo.

Non ho ancora purtroppo avuto tempo di strutturare in modo ottimale gli allenamenti, secondo i consigli del libro che sto leggendo, per cui i carichi e la tipologia d'allenamento sono andati molto a piacere.

L'impegno per questo fine settimana sarà anche di mettere giù un piano di massima da seguire, in modo d'allenarmi in modo più efficiente.

Detto questo, ecco i numeri e commenti, senza scuse.
Nuoto
5 Allenamenti - 10.0 Km

A marzo ho un po' rallentato con la piscina. A volte per causa di forza maggiore, avendo fatto tardi in ufficio, altre molto banalmente per mancanza di voglia.

M'ero ripromesso 10 sedute, mi sono fermato a 5. Questo lo vedo in modo negativo, anche perché fondamentalmente è il nuoto la disciplina in cui il gap da recuperare è maggiore.

A livello quantitativo e qualitativo non ho grandi differenze da registrare. Diciamo che posso dare molto di più.

Bici

4 Allenamenti - 211 Km - 1155 D+

Diverso il discorso bicicletta. Qua sono stato in linea con quanto ripromessomi, nonostante sia stato fermato un fine settimana dal maltempo.

Ho anzi sfruttato al meglio la compagnia di amici trailer per andare a fare un collinare in cui inserire un po' di dislivello e prendere confidenza maggiore con il mezzo.

La stagione entrante non farà altro che favorire le uscite, magari anche infrasettimanali brevi, come fatto l'altra sera. A livello qualitativo cerco ancora molto l'agilità, con la corona piccola, piuttosto che la potenza.
Corsa
4 Allenamenti - 38 Km

Vera nota dolente del mese.

Se da un lato mi sono ripromesso di ridurre i carichi volumetrici e favorire gli allenamenti qualitativi, dall'altro ho avuto alcuni intoppi.

E' da un paio di settimane che avverto un fastidio alla pianta del piede sinistro. Ho preferito fermarmi e vedere se passava o no. In questi anni in cui corro è subentrata la fobia da infortunio, per cui ogni minimo dolore nuovo viene subito associato a infortuni di cui conosco sicuramente un testimonial, in questo caso fascite plantare.

A essere onesti sto avendo qualche dubbio sull'origine del fastidio, ché mi si è ripresentato in concomitanza con l'uscita in bici, quindi non vorrei che la pianta del piede mi desse fastidio per lo sforzo della pedalata.

Ad ogni modo domani (o stasera se riesco a tornare presto) provo a correre e vedo come va. Non devo fare chissà quanti km, mi basterebbe assestarmi sui 25 settimanali in un paio di sedute, di cui una agile con ripetute.
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YTD (km)
Nuoto:   36  
Bici :  324 - D+ 1115
Corsa:  278


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giovedì 31 marzo 2011

Allenamento bici: uscita infrasettimanale

Ieri avevo un impegno di lavoro fuori ufficio. Questo significa non avere a priori una stima attendibile di quando poi arriverò a casa, quindi mi ero prefissato di cercare d'andare in piscina. Ormai la borsa è sempre pronta nel bagagliaio (dovrei mettere il cambio anche per la corsa per essere sempre operativo anche su quel fronte).

Fattostà che fortunatamente ieri dal cliente è andata molto meglio del previsto, tutti contenti, per cui mi sono liberato presto. Arrivo in prossimità della piscina ed incrocio un ciclista. Guardo il sole ancora alto e mi dico: oggi bici !!!

Arrivo a casa, mi cambio in pochi minuti, ed eccomi pronto a sfruttare al meglio l'occasione offertami inaspettatamente.

Giro relativamente corto, 33 km circa, in cui ho cercato un po' di velocità con pedalata agile (sono sempre con la prima moltiplica).

Il lungo rettilineo che da Montodine va a Bagnolo si presta ottimamente allo scopo: un po' noioso, ma il fondo è la quasi totale mancanza di curve rappresentano un bel terreno per cercare questo tipo d'allenamento.



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martedì 29 marzo 2011

La luce

Finalmente l'ora legale!!!

Lo dico in virtù del fatto che una volta uscito dall'ufficio arrivo a casa con il sole che ancora splende in cielo.

Questo mi invoglia ad allenarmi. Lo so che non dovrebbe essere così, che dovrei avere voglia anche con il buio, però sono fatto così.

Ieri sera arrivato a Pandino non ho avuto dubbi, ho svoltato per la piscina e senza indugi, nonostante fosse anche più tardi del solito, sono entrato e sostenuto un bel allenamento.

In particolare ieri ho provato, dopo 600 metri di riscaldamento, 2 piramidi veloci: 25-50-75-100-75-50-25

Alla fine della seduta ho chiuso con 1600 metri, però più intensi del solito, che in fin dei conti, allenandomi per uno sprint, devo anche cercare un po' di velocità su distanze non eccessive, anche nel nuoto.

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lunedì 28 marzo 2011

Allenamento bici: primo Millino

Come da programma sabato ho affrontato la prima uscita in bici con dislivello.

Il percorso l'avevo studiato bene, ben supportato dal padrone di casa, e devo ammettere che è stato all'altezza delle attese. Meteo splendido anche se molto ventoso.

Partendo da Gozzo, frazione di Bardi, mi sono diretto verso Bore, dopodiché Pellegrino Parmense, Varano de Melegori, Bardi e rientro.

Un totale di quasi 75 km, per 1100 m di dislivello positivo.

Prime considerazioni: in bicicletta la salita è molto più faticosa che a piedi. Se a piedi puoi anche rallentare e al limite fermarti per riprendere fiato, in bicicletta devi continuamente spingere sui pedali. Come corollario MAI fermarsi in salita, come ho stoltamente fatto, ché poi ripartire, se non hai un'area pianeggiante da sfruttare per agganciare il secondo pedale in fretta, diventa molto difficile.

Altra caratteristica della salita è che se appena appena molli e la velocità si azzera rischi anche di cadere, avendo i pedali agganciati e non avendo magari il tempo per staccarsi. Fortunatamente non ho corso tali rischi.

Devo ammettere che nonostante la fatica a livello muscolare sono messo discretamente bene.

Poi c'è la discesa. Una volta mi è stato detto che in bici "la discesa è gratis". Beh, sarà anche gratis, però richiede una concentrazione al limite. A tratti devo ammettere che ho avuto paura, specie quando vedevo il contachilometri avvicinarsi ai 50 kmh e pensavo che stavo su un copertoncinco di un dito ... Quindi mani sui freni e pochi rischi.

Detto questo penso d'aver portato a casa parecchie piccole lezioni: coprirsi bene in discesa, ma non esagerare in salita. Avere con sè dei gel energetici, chè quando la benzina finisce è finita (non mi è capitato, ma ho rischiato). Tenere una borraccia con sali e non due con sola acqua, specie quando si suda parecchio.

Il fine settimana sportivo si è purtroppo ridotto all'uscita in bici, ché ieri ho dovuto lavorare tutto il giorno in giardino. Piccola nota per aspiranti sportivi: se volete aver tempo per allenarvi adeguatamente andate a vivere in appartamento oppure assumete un giardiniere.

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venerdì 25 marzo 2011

Buoni propositi: WE 12/2011

Inizia stasera un fine settimana che si preannuncia scoppiettante.

Stasera mi aggrego alla truppa Trail con cui lo scorso anno ho condiviso il TA del Cavallo Bardigiano per il bis a Bardi.

Mi aggrego per la compagnia, per il ragù di funghi porcini che allieterà il suntuoso terzo tempo.

E visto che non ho nelle gambe km e dislivello anche solo per pensare d'aggregarmi mi porterò la bicicletta per farmi un bel giro di una 70ina di km ondulati, tanto per iniziare a capire cosa voglia dire pedalare in salita.

Per domenica, invece, stante un fastidioso doloretto alla pianta del piede che non voglio sottovalutare, penso che andrò in piscina.

Devo ammetterre che questa settimana ho battuto un po' la fiacca, con un solo allenamento (tosto) in piscina. Sono stato un po' impegnato in ufficio, un po' di stanchezza, ma queste sono solo stucchevoli scuse. Non ho trovato abbastanza motivazioni. Vedrò di rifarmi da domani.

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lunedì 21 marzo 2011

Calze

Alcuni anni fa in compagnia avevamo una sorta di tradizione: il primo giorno di primavera non si mettevano le calze. Senza se e senza ma. E chi, causa giornata incerta, cedeva era deriso.

Prendo spunto dal calendario odierno - FINALMENTE è arrivata !!!! - per un paio di considerazioni sull'uso delle calze.

Sembra a prima vista un argomento privo di senso, tuttavia navigando tra forum dedicati al Triathlon, ho potuto vedere che al fine di ottimizzare i tempi in T1 - Transizione Nuoto/Bici - molti atleti non indossano le calze.

Questo comporta percorrere la frazione di bici, ma soprattutto la frazione podistica a piedi nudi.

Il motivo, come detto, è risparmiare quel minuto in T1, che in alcune gare ha anche un senso: tirare giù un minuto sulla frazione di corsa da 5 km è impresa titanica. Questo perché asciugarsi il piede velocemente, e infilarsi le calze con il piede umido potrebbe non essere agevole, specie con la foga della gara.

Tuttavia vorrebbe dire abituarsi a correre senza calze. Conosco gente che lo fa già, ma francamente la cosa mi lascia perplesso.

Perplessità che sale anche osservando alcuni filmati di gare in cui vedo che in T1 tantissimi atleti tengono le scarpe già agganciate ai pedali e corrono con la bici a mano sino alla riga di partenza, magari a piedi nudi su terreni non sempre pulitissimi.

E' una cosa che devo studiare attentamente.

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sabato 19 marzo 2011

Allenamento Bici: qualità dell'asfalto

Ieri come da programma sono uscito in bici.

Ero stato a casa in ferie apposta, fiducioso nelle previsioni meteo che davano per le 13:00 CET sole e 18° C.

A dire il vero alle 10 mi sono visto ridere in faccia, allorché di sole non c'era ancora ombra, ma poi ... TAAAC giornata meravigliosa e via.

Avevo in mente di fare una cinquantina di km, agili agili, e mi sono diretto via Marzale verso Montodine, seguendo poi per Gombito.

Non conosco molto bene la zona, per cui girato a Formigara e seguendo per S.Bassano pensavo d'arrivare verso Soresina, ma mi sono trovato a Corte Madama, per cui alla fine, per evitare la Castelleonese, il giro è risultato di soli 45 km

Diciamo che alla fine mi ha lasciato un po' d'amaro in bocca non tanto d'avere fatto quei pochi km in meno del preventivato, quanto d'essermi andato ad infigare su una serie di strade penose dal punto di vista dell'asfalto.

In particolar modo a San Bassano il fondo stradale era talmente penoso, ma penoso è già un complimento, che pur tenendo relativamente alto lo sforzo, la velocità è crollata dai 30 kmh ai 20/21.

Un 30% in meno solo a causa dell'asfalto. E non sto parlando di stradine di campagna, ma di una strada provinciale che serve delle aziende che da fuori erano di tutto rispetto, per dimensioni e numero di auto parcheggiate.

Una vera pena, di cui la provincia di Cremona dovrebbe spiegare il motivo. Non parlo tanto di buche invernali, ma di un fondo che da anni sicuramente non ha avuto manutenzione.

Giro assolutamente da evitare in futuro.

Un commento infine sui dossi rallentatori in gomma, quelli della 3M. Sono praticamente delle lame per un copertoncino di bicicletta da corsa.



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giovedì 17 marzo 2011

Allenamento nuoto: piramide (in compagnia)

Stamattina come programmato allenamento in piscina, sfruttando la giornata festiva.

Devo dire che nuotare con fuori la luce è stato abbastanza strano, avendo praticamente sempre e solo nuotato nelle buie serate invernali.

Oggi avevo in mente di provare la Piramide, suggeritami da un amico nuotatore master: dopo il riscaldamento (ormai 500 canonici misti) fare a stile:
100
200
300
400
300
200
100

Tra una serie e l'altra pausa variabile, a seconda della distanza appena percorsa.

Non essendomi ancora procurato un orologio non ho idea dei tempi, però ho concluso l'allenamento con un 200 defaticanti a rana in un'ora complessiva, per cui sono abbastanza soddisfatto.

L'unica perplessità che mi è rimasta è stata un po' di mancanza di fiato, nel senso che non sono riuscito a passare alla respirazione ogni quattro bracciate, ma l'ho mantenuta ogni due per tutto l'allenamento. 

La soddisfazione maggiore, tuttavia, oggi arriva dalla compagnia d'eccezione che mi sono portato appresso: Edo stamattina m'ha chiesto di venire, stante il fatto che oggi avrebbero saltato l'allenamento di pallanuoto.

Il fighetto viaggia, non c'è che dire. Si è sparato una cinquantina di vasche anche lui, ed anzi poco fa mi ha chiesto se avevo voglia di fare un bis in serata. Beh, ha 9 anni ... se non ha energie lui ...

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mercoledì 16 marzo 2011

Allenamento Triathlon: le diverse respirazioni

Come ho già avuto modo di dire, sono un assoluto principiante nel Triathlon, quindi tutto quello che scrivo è da prendere con il beneficio del dubbio, anzi, con la ragionevole consapevolezza che potrebbero essere delle emerite cazzate frutto di ignoranza, la mia, che pian piano cercherò di colmare.

Innanzitutto l'assunto principale è che il Triathlon non è l'unione di tre sport diversi, ma la loro combinazione. In termine matematici potrei dire che 1+1+1 = 4

Allenarsi per il Triathlon, quindi, è molto diverso che allenarsi specificatamente per un singolo sport.

Detto questo, passo all'argomento su cui riflettevo ieri: i diversi modi di respirazione.

Molto banalmente, prima di iniziare a nuotare pensavo molto stoltamente che avendo fiato nella corsa automaticamente l'avrei avuto nel nuoto, e viceversa, migliorando nel nuoto avrei avuto benefici nella corsa. Niente di più sbagliato.

Si tratta quindi di dover allenare tre metodologie diverse di respirazione, con la zona aerobica da "trovare" in modi sostanzialmente diversi.

Corsa: inizio a parlare della corsa che è lo sport che conosco senz'altro meglio. Qua io respiro ogni 4 passi. Questo bene o male è il modo che ho di individuare la mia zona d'allenamento di corsa lenta e corsa media. Solitamente non faccio eccezioni. Quando voglio fare una sparata rimango quasi sempre comunque entro i quattro passi, per passare ai 3 solo quando sto veramente tirando. Passare alla respirazione ogni 2 passi significa per me essere completamente fuori soglia, e riservo questa cosa solo per gli ultimi metri di una ripetuta breve, quando veramente non ne ho più.

Nuoto: ovviamente parlo dello stile libero. All'inizio volente o nolente respiravo ogni due bracciate. Non riuscivo altrimenti. Adesso dopo tre mesi che nuoto regolarmente funziona che durante la fase di riscaldamento mantengo la respirazione ogni due. Quando poi inizio con lavori specifici passo a quattro. In cuor mio so che sarebbe meglio stare su un numero dispari, ma respirare a sinistra mi viene veramente male. La respirazione ogni quattro riesco a mantenerla per ritmi anche relativamente diversi. Ho in programma d'inserire ripetute veloci sui 25 metri. Vedrò quando ci sarò come gestire.
Bici: al di là della numerazione - due,tre o quattro - nella corsa e nella bici inspiro ogni tot movimenti, espiro ogni tot movimenti. Una cosa regolare. Con la bici questo non riesco a farlo, né penso sia possibile. Mi trovo quindi nella condizione di respirare quando ne ho bisogno, mantenendomi ovviamente in zona aerobica. E' un po' strano non avere un qualcosa che mi regoli, tuttavia non vedo alternative. Sulla bici, tuttavia, ho talmente poche uscite nel carniere che mi riservo di tornare nuovamente sull'argomento.

Buoni propositi PONTE

Ebbene sì, si parla di PONTE. Venerdì sono a casa, per cui ne approfitterò per allenarmi.

Stasera salta la piscina per impegni extra, per cui appuntamento in vasca domani mattina.

Venerdì sfrutterò l'unica finestra meteo favorevole per togliere polvere alla bici.

Sabato e domenica corsa, sotto la pioggia.

Un bel programmino.

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IO NON GETTO I MIEI RIFIUTI

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Anche io aderisco alla campagna di ST